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Firenze

Italiano ci crede. «Esistono solo queste due gare»

di Brunella Ciullini
Italiano ci crede. «Esistono solo queste due gare»

Contro il Sassuolo c’è in ballo l’ottavo posto. Solo dopo si penserà alla sfida col West Ham

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FIRENZE.  «Noi ci siamo, altri no. Noi ci siamo meritati di raggiungere due finali andando oltre le aspettative. Ora vogliamo prenderci e regalare ai nostri tifosi una grande gioia». Gonfia il petto Vincenzo Italiano aspettando il momento clou di questa stagione che non esita a definire «esaltante». Ma tra la sconfitta piena di rimpianti nella finale di Coppa Italia contro l’Inter e quella attesissima del 7 giugno a Praga contro il West Ham, con in palio la Conference League, c’è l’ultimo impegno di campionato, stasera in trasferta contro il Sassuolo (20,30).

Il tecnico e la sua squadra raggiungeranno il Mapei Stadium questo pomeriggio in treno, a ridosso del match. Ciò però non significa che andranno lì per una semplice scampagnata. «Il West Ham è in ritiro in Portogallo dive sta preparando la sfida di mercoledì in santa pace, noi invece abbiamo ancora una partita da giocare, per giunta importante perché dobbiamo aggiungere punti alla classifica - evidenzia il tecnico - Quindi ho chiesto ai ragazzi di onorarla nel migliore dei modi. E poi arrivare carichi a Praga, non nascondo che ci farebbe proprio bene». Peraltro - curiosità - la gara di stasera coinciderà con la 300esima da allenatore per Italiano e in caso di vittoria verrebbe superato il traguardo dei 100 punti nelle 59 partite disputate in questa stagione. Tanti motivi insomma per cercare di ben figurare anche se comprensibilmente pensieri e energie sono perlopiù proiettate sull’appuntamento di Praga. Tanto che davanti alle voci di mercato che lo accostano al Napoli del dopo-Spalletti il tecnico viola taglia corto: «Se mi disturbano o mi riempiono di orgoglio tutte queste voci? Niente di tutto questo. Non le sento perché non mi interessano. Io sono concentrato unicamente su queste ultime due sfide che sono importanti per diversi motivi e penso solo al bene della Fiorentina». Una Fiorentina con cui in questi due anni ha effettuato un percorso che giudica più che positivo al di là di come terminerà. «Quando sono arrivato a Firenze mi chiesero in tanti di non soffrire più dopo qualche stagione deludente. A costo di sembrare folle mi resi conto dentro di me che saremmo riusciti a creare una squadra con una sua identità, rispettata, in grado di non fare più annate anonime. Volevamo fare bene ma siamo andati addirittura oltre. Anche se ovviamente non vogliamo né dobbiamo fermarci. Come ripeto spesso mai porsi limiti, chi fa questo mestiere deve sempre cercare di arrivare alla perfezione.

Il segreto? Non abbiamo mai mollato, specie all’inizio. Le prime due partite con Riga e Basaksehir ci hanno portato un momento di difficoltà, ma non abbiamo mai perso l’entusiasmo: siamo sempre riusciti a metterci grande orgoglio. Dopo quelle prime due partiste siamo scesi in campo, ogni volta, come di fronte ad una finale: quelle due batoste ci hanno lasciato tanto di positivo». Italiano è il primo a ricordare comunque anche i tanti errori commessi durante il percorso, errori individuali e di reparto che sono costati a caro a prezzo, come nella finale di Coppa Italia. «Anche questi servono a crescere, bisogna trarre lezione e cercare soprattutto di non ripeterli» la raccomandazione.

Vale per stasera e in particolare per mercoledì quando lui e la sua squadra cercheranno di riportare a Firenze un trofeo dopo 22 anni. «Se farò un fioretto dovessi riuscirci? Non sono il tipo che fa queste cose o ha riti scaramantici. Spero solo di non rivedere i miei ragazzi con la lacrime agli occhi come a Roma: lì sono stati commessi errori di reparto e individuali, l’obiettivo è non ripeterli». Già, la notte dell’Olimpico ha lasciato il segno, non necessariamente solo in negativo. Perché la consapevolezza di essere riusciti comunque a tenere testa, in diversi scampoli di gara, ad una squadra di campioni come quella nerazzurra, è rimasta addosso a tutti. Lo sa bene pure l’allenatore, che intanto ha già impostato il suo personale count down. Nell’attesa, lui rivela: «Sono giorni che non dormo». Prima, però, c’è la sfida col Sassuolo da provare a vincere. Un po’ per l’orgoglio e un po’ pure per la classifica.

L’obiettivo è quello di chiudere davvero all’ottavo posto e per fare questo serve il bottino pieno nell’ultima sfida di campionato della stagione, che per i viola coincide con la partita numero 59. In attesa di capire cosa accadrà alla Juventus sul fronte Uefa - Nyon non avrebbe gradito l’esito dei processi sportivi italiani -, la Fiorentina ha un solo obbligo, provare a mettersi alle spalle il Torino (attualmente a parimerito con i viola a quota 53 punti) e il Monza (indietro di una lunghezza), per poi concentrarsi sull’ultimo appuntamento, il più importante, quello per riportare a Firenze un trofeo che manca da anni, spalancando di nuovo le porte all’Europa (League)della stagione che verrà.

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