Verso le finali

Fiorentina, un amore (viola) così grande non si era visto proprio mai

di Francesco Gensini
Fiorentina, un amore (viola) così grande non si era visto proprio mai

In seimila allo stadio per assistere agli allenamenti della Fiorentina. I calciatori stretti nell’abbraccio della città e incitati dai cori

23 maggio 2023
3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE.  Seimila tifosi (e la cifra forse è anche per difetto), entusiasmo, cori, bandiere che fendono l’aria orgogliose, canti: un happening si direbbe a cose “normali” per indicare il raduno di tanta gente in un posto per qualcosa, ma in questo caso basta il nome di una città, di questa città. Firenze. Con il suo amore infinito per la Fiorentina, con il senso di appartenenza e la completa identificazione tra squadra e tifosi che da quasi cento anni non conoscono pause o smarrimenti, con la linfa che scorre da una parte all’altra e irrora di vitalità un rapporto unico. Ed è in occasioni come queste che l’immagine diventa il manifesto che meglio di qualsiasi parola identifica l’unione tra Firenze e la Fiorentina: l’occasione dell’allenamento aperto al pubblico allo stadio “Franchi, il penultimo effettivo prima della sfida contro l’Inter di domani sera all’Olimpico di Roma che vale la conquista della Coppa Italia. Seimila tifosi si sono dati appuntamento ieri dalle 18 in poi in Maratona, seimila cuori viola pronti a battere da subito per emozionare e trasmettere passione alla squadra di Italiano che lì poco sotto seguiva con attenzione il programma predisposto dal tecnico e dal suo staff, perché il senso di responsabilità raggiunge vette elevatissime in questi casi: c’è da “ripagare” l’entusiasmo e la passione, Biraghi e compagni lo sanno benissimo che cosa serve di fronte a dimostrazioni di amore così clamorose ed evidenti. Un’autentica festa, fin dal primo giro di campo per il mini riscaldamento che è stato salutato dai cori della Maratona. “Firenze Firenze”, “Torneremo grandi come nel ‘56”, “Forza Viola Alé”, l’inno cantato a squarciagola, e tanti tanti applausi, mentre Commisso lì a bordo campo insieme al sindaco Nardella si mangiava con gli occhi i calciatori che proseguivano tra un torello e una corsa, un esercizio programmato e la partitella. Tutte cose fatte mille volte, ma con un’idea di fondo precisa: sfruttare quest’onda di entusiasmo per immagazzinare energie mentali prima ancora che fisiche. Fare un bel pieno di entusiasmo a grandi sorsate, così da portarselo dietro oggi, quando in tarda mattinata la Fiorentina si muoverà verso Roma dopo un ultimo allenamento per poi dedicarsi nella Capitale a tutti gli avvenimenti previsti dal cerimoniale. Visita dal Capo dello Stato Mattarella, ovviamente in primis. E dietro, tutti si porteranno negli occhi e nel cuore quanto vissuto ieri pomeriggio sul terreno del “Franchi”. Nulla di differente da quanto accade ogni volta che la Fiorentina gioca davanti al pubblico amico, ma seimila persone di lunedì in prossimità dell’ora di cena, sono sempre una notizia. Certo, se non fosse Firenze: ma la notizia rimane. E rimane l’entusiasmo negli sguardi di tutti i giocatori di Italiano (presenti ovviamente anche Amrabat, Gonzalez e Cabral a cui il tecnico siciliano ha risparmiato la trasferta di domenica scorsa a Torino), nei loro pensieri, e diventerà una motivazione in più nel chiuso dello spogliatoio dell’Olimpico: il popolo viola sogna una serata di gloria per tornare a celebrare la Coppa Italia a distanza di ventidue anni dall’ultima volta. Al di là di tutte le interpretazioni di sorta, il messaggio che è scaturito ieri da questo pomeriggio “differente” ma non inedito, bello e sempre coinvolgente, è proprio questo: Firenze ha voglia di essere protagonista e le due finali conquistate dalla formazione di Italiano rappresentano il mezzo perfetto per soddisfare i desideri di tutti i tifosi. Quelli che domani sera saranno all’Olimpico (venticinquemila circa), quelli che rimarranno in città incollati davanti alla tv, quelli sparsi in Italia e nel mondo che amano e soffrono per il colore viola. Che hanno un senso di appartenenza che pochi hanno. l
 

Primo piano
Il fenomeno

L’ondata toscana di baby violenza: rapine, colpi e pestaggi in strada

di Tommaso Silvi
Le iniziative