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Fiorentina in campo per la decima. Col Lech c’è il pass per la semifinale

di Brunella Ciullini
Fiorentina in campo per la decima. Col Lech c’è il pass per la semifinale

Vincenzo Italiano punta al record: caccia al successo numero 10 di fila in Europa. «So che la Coppa è a Firenze, ma la strada è lunga». Cabral: «Voglio fare la storia»

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FIRENZE. «So che la coppa è a Firenze ma io non l’ho vista, la strada è ancora lunga». La scaramanzia di Vincenzo Italiano aspettando la sfida con il Lech Poznan è totale. Dopo aver battuto la squadra polacca all’andata per 4-1, un risultato che solletica l’ottimismo, adesso bisogna completare l’opera. Nel calcio non bisogna mai dare nulla per scontato, ammonisce il tecnico siciliano.
La Fiorentina è imbattuta da 14 gare e qualora dovesse vincere pure oggi centrerebbe il decimo successo consecutivo in Conference League migliorando il primato europeo del club. «Ho sentito che la coppa verrà mostrata allo stadio – aggiunge Italiano – Il nostro sogno è arrivare in fondo e intanto superare questo ennesimo esame. Nessun avversario molla, figurarsi in Europa. Abbiamo un buon vantaggio ma per portare a termine questo secondo round dobbiamo evitare di correre rischi».
Inevitabile non pensare alla partita di ritorno con il Braga lo scorso febbraio, spareggio di ritorno per accedere agli ottavi, quando dopo il 4-1 ottenuto in casa dei portoghesi la Fiorentina subì due reti nel primo tempo prima di rimontare e farne tre con Mandragora, Saponara e Cabral chiudendo la pratica. «Non c’è differenza tra allora e adesso. Il Braga iniziò alla grande passando con due tiri di forza e qualità, per fortuna riuscimmo a reagire bene e alla fine a conquistare la qualificazione. Ma pure allora sembrava, come adesso, una pura formalità e invece non si rivelò così». Di qui la raccomandazione di Italiano. «Il nostro atteggiamento non dovrà cambiare, bisogna affrontare questa sfida come abbiamo fatto a Poznan, cercando di mantenere il vantaggio accumulato, tutto questo senza mai perdere la fame. È da tempo che ce lo stiamo dicendo, siamo ancora dentro tre competizioni, non vogliamo pensare solo ad una e mollare le altre, per questo non possiamo permetterci errori e leggerezze, le trappole sono sempre dietro l’angolo. Diamo quindi il massimo sempre e in questo caso concentriamoci per approdare in semifinale. Sapevo quando eravamo in mezzo alle critiche che mancava poco per sbloccarci, le vittorie in Conference ci hanno dato una grossa mano».
Non tutto però è rosa: le assenze di elementi come Amrabat, Ikoné e Brekalo pesano e non poco. «Dispiace non poterli recuperare – sospira l’allenatore – le gare ravvicinate però non lo permettono. Ci lasciano un vuoto ma sappiamo quel che dobbiamo fare, la squadra è cresciuta anche da questo punto di vista e chiunque andrà in campo darà tutto».
Considerando che dalle semifinali le diffide si azzereranno Italiano valuterà anche questo aspetto al momento di scegliere gli undici titolari. Fra i diffidati comunque non figurano i due attuali capocannonieri di Conference con 6 reti a testa, né Jovic («Nell’ultimo periodo Luka ha avuto molti problemi ma resta una freccia del nostro arco e lui peraltro nelle coppe si esalta») né Cabral che lancia il suo ruggito a poche ore dal match: «Vogliamo entrare nella storia della Fiorentina e di Firenze, abbiamo una grossa opportunità e sappiamo che possiamo coglierla perché siamo una grande squadra. Un esempio? Ho ringraziato Nico per aver avuto fiducia in me lunedì lasciando che contro l’Atalanta battessi io il rigore – sorride il brasiliano – Stiamo vivendo un buon momento e mi auguro continui. Ogni giocatore è importante e nel caso di Jovic lui sa che con i suoi gol aiuta la squadra. Di certo vogliamo andare in semifinale e quindi non possiamo sbagliare. Guai pensare di aver già vinto, dobbiamo entrare in campo concentrati al 100% come all’andata. Per diventare campioni bisogna sempre avere fame».
Ma non è tutto, perché il brasiliano rilancia: «Appena finita una gara, la testa deve andare subito a quella successiva». Infine una curiosità, sui palleggi scambiati coi bambini in San Frediano: «Non ho fatto niente di speciale, abbiamo parlato tanto. Ho semplicemente fatto una cosa bella con alcuni amici». 
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