Italia
Fiorentina, l’esame definitivo con l’Atalanta vale due volte
La squadra di Italiano punta a soffiare il ruolo di rivelazione ai nerazzurri. Il tecnico: «Abbiamo ancora diverse gare e vogliamo salire in classifica»
FIRENZE. È l’ennesimo esame, sempre più difficile: perché ormai l’asticella delle aspettative si è alzata in maniera importante. La Fiorentina, questa Fiorentina, reduce da 13 risultati utili consecutivi (11 vittorie e 2 pareggi), piace sempre di più e ora tutti, dai giocatori ai tifosi, sono pronti a sferrare l’assalto finale a questa coda di stagione. E magari perché no, anche a mettere i panni che fino a qualche tempo fa erano stati proprio dell’Atalanta, quelli di gruppo rivelazione, cinico, attento e concreto. Quasi un modello. I ruoli, forse, si sono già invertiti, la strada intrapresa lo sta a testimoniare: serve solo il sigillo. Definitivo. Poco importa se di fronte ci sarà la terza squadra, in questa Serie A, ad aver messo insieme più punti di tutti in trasferta, dietro solo a Napoli e Lazio. La Fiorentina, ha voglia di provare a stabilire nuovi record, dopo quelli già raggiunti. Al Franchi, fin qui, in Serie A, ne ha messi insieme 23 sui 45 a disposizione, poco più della metà: un motivo in più, dunque, per tentare l’allungo finale.
Vincenzo Italiano lo sa bene, è uno dei primi aspetti che ha rimarcato ieri, nella sua chiacchierata coi tifosi sui canali ufficiali del club: «Ci aspetta una partita molto difficile, contro un avversario che in trasferta ha numeri super e che sa essere molto pericoloso. È una realtà di altissimo livello, interprete di un gioco efficace e con un allenatore top. Questa sfida rappresenta un altro esame importante che cercheremo di affrontare come sempre». Quel che è certo è che questa squadra, a maggior ragione adesso, non intende accontentarsi: «Puntare alla vittoria deve essere una costante per tutti, anche per noi che abbiamo tanti appuntamenti – ha sottolineato -. Ci sono ancora 9 partite a disposizione: cercheremo di fare tanti punti, nuovi passi in avanti in classifica. Giocheremo davanti al nostro pubblico e l’unico pensiero è quello di dare il massimo». Certamente, rispetto all’ultima partita giocata, in Polonia col Lech, ci saranno alcuni cambi. «Siamo dentro a tre competizioni e le difficoltà, adesso, aumentano. Valuteremo fino all’ultimo chi starà meglio. Gonzalez? A Poznan è stato di parole (ride, ndr): aveva detto di sentirsi bene, di essere motivato e si è fatto interprete di una prestazione importante. Quando un attaccante è così, tutto il gruppo ne trae vantaggio ed è più facile raggiungere risultati positivi».
C’è da cancellare il ricordo del ko maturato a Gewiss stadium nella gara d’andata, col destro di Lookman imbeccato dall’ex Muriel e l’occasione è quella più ghiotta, anche per recuperare tre punti su una diretta avversaria per un posto nobile in classifica. E poi c’è da tornare a far valere la “legge Italiano” contro Gasperini. Sì, perché il tecnico della Fiorentina, negli incroci in carriera contro il collega alla guida dei bergamaschi, ha perso solo due volte (la prima quando guidava lo Spezia e la seconda nel girone d’andata), festeggiando tre volte il punteggio pieno e brindando pure ad un pareggio. Stavolta, però, la posta in palio è più alta: è questione d’orgoglio, prima di tutto, del gruppo ma anche dei singoli. Brekalo, per esempio, dopo i due legni consecutivi colpiti tra campionato e Conference, vuole provare a lasciare il suo nome nell’elenco dei marcatori, così come Sottil, di nuovo al centro del gruppo dopo i lunghi mesi vissuti in disparte, dopo l’intervento alla schiena. E poi c’è Castrovilli, il 10 viola che non aspetta altro se non danzare col pallone tra i piedi, regalando spettacolo e preziosismi. Serve una ulteriore prova di forza, aspettando di brindare definitivamente alla qualificazione alla semifinale europea e alla finale di Coppa Italia, gli altri obiettivi di questo mese di fuoco.
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