Meteo
Le idee chiare di Italiano: «Cosa vogliamo? La finale»
La Coppa Italia è in cima ai pensieri della Fiorentina: mancano tre partite
FIRENZE. «Vogliamo la finale». Parole senza musica (e se ci fosse sarebbe quella che accompagnava Rocky durante gli allenamenti) di Vincenzo Italiano, che le idee ce le ha chiare da tempo, gli obiettivi pure, e allora dopo aver ricordati le une e gli altri ai suoi nel chiuso degli spogliatoi, ha deciso di renderli pubbliche. Giusto per mettere in chiaro una cosa, comunque altrettanto nota: la Coppa Italia è in cima ai pensieri della Fiorentina, anche perché tra il sogno e la realizzazione dello stesso ci sono “soltanto” tre partite. La prima domani sera allo “Zini”. «Siamo in un periodo positivo - ha aggiunto il tecnico viola a Radio Rai – e le vittorie in serie hanno aiutato a far crescere la fiducia e l’autostima all’interno del gruppo. A Verona abbiamo capito l’importanza di essere competitivi su tutti e tre i fronti e questo ci ha portati ad avere un mese di aprile pieno di impegni e senza modo praticamente di respirare; quindi, non bisognerà mollare mai. Però, quando hai i calciatori dalla tua parte e ti seguono in tutto quello che proponi, nulla diventa impossibile». Eh sì, mese incredibilmente ricco di appuntamenti e va ad esclusivo merito della squadra viola di essere riuscita a comporre un’agenda così fitta e invitante, dove dentro ci sono la rimonta in campionato, la semifinale di Coppa Italia, il quarto di finale di Conference League: se non è un merito questo, cos’altro è? Mese, poi, iniziato benissimo per la Fiorentina con la vittoria di sabato a San Siro contro l’Inter: soddisfazione e felicità a pacchi, e va bene, ma non è certo questo il momento giusto per guardarsi indietro e cullarsi sugli allori. «C’è subito la semifinale di Coppa Italia e davvero non abbiamo avuto tempo e modo di gioire per la vittoria di Milano. Ma va bene così. Troviamo un avversario che ha già eliminato Roma e Napoli, e non serve aggiungere molto altro, se non che andremo a Cremona a lottare con tutte le forze. Servono rose ampie per poter affrontare questi impegni ravvicinati e diventa indispensabile ruotare tutti gli elementi a disposizione: nella prima fase della stagione abbiamo pagato in campionato la voglia di andare avanti in Conference League, ma poi abbiamo trovato il giusto punto di equilibrio e adesso possiamo toglierci qualche soddisfazione». Per capire a quale soddisfazione si riferisce Italiano (intanto) basta tornare in cima. «Vogliamo la finale». Pensa solo a quello. Il resto non conta, il passato non conta («Vlahovic? Un campione, determinante nei miei primi sei mesi, però adesso ci sono attaccanti come Cabral, che hanno avuto bisogno di un periodo per ambientarsi, e puntiamo su di loro») e, a proposito di pensieri, allontana tutti gli altri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
