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Gli uomini giusti

Servono leader per ottenere risultati. Ecco su chi “scommette” Italiano

di Francesco Gensini
Servono leader per ottenere risultati. Ecco su chi “scommette” Italiano

Milenkovic, Amrabat e Cabral ma attenti a non dimenticare Bonaventura

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FIRENZE. La famosa frase dei duri che entrano in gioco quando il gioco si fa duro è sicuramente usata tanto e spesso abusata, però rende bene l’idea di ciò che aspetta la Fiorentina.

E di quello di cui ha bisogno per venire a capo di un periodo bello e affascinante, pieno di obiettivi e di speranze, quindi anche tremendamente complicato perché deciderà i destini della formazione viola: leader e certezze diventano le parole chiave.

Leader come Nikola Milenkovic, uno che ha esperienza da veterano nonostante i suoi 25 anni potrebbero far pensare ad altro.

Esperienza di calcio italiano ed internazionale, attitudine a disputare le partite che contano, carattere a piene mani per essere guida non solo della difesa: riprova non causale, il salto di qualità compiuto proprio dal reparto arretrato da quando il serbo ha ripreso possesso del posto che gli compete e sempre non una coincidenza è la conferma di Igor e il ritorno ad alti livelli di Martinez Quarta dopo una prima parte di stagione sottotono. E per Italiano avere tre centrali di questa caratura è una garanzia fondamentale in questo finale di stagione. Leader come Sofyan Amrabat, che ha messo fuori dalla porta le fatiche del Mondiale, i pensieri di grandezza da soddisfare acconsentendo alle richieste del Barcellona, la malcelata idea di sentirsi stretto nei panni che veste a Firenze.

Magari non li ha accantonati almeno i pensieri, ma da professionista e grande centrocampista qual è ha recuperato il senso di appartenenza alla causa viola che gli aveva fatto meritare anche un coro dalla Curva Fiesole (privilegio per pochi), rimettendosi a completa disposizione della squadra. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, perché la Fiorentina non può fare a meno del marocchino per inseguire i traguardi di gloria. Leader come Arthur Cabral.

Silenzioso ma non timido, di poche parole e tanti fatti, di sorrisi e simpatia con cui condisce il calcio che gli appartiene.

Sempre attratti dall’impegno che ci metteva il brasiliano anche quando i risultati non erano all’altezza delle aspettative, i tifosi viola sono stati definitivamente conquistati adesso che quelle aspettative si sono trasformate finalmente in gol: ben sette nelle ultime nove partite per Cabral, con una media che per la Conference League è di uno ogni 52 minuti.

Milenkovic, Amrabat e Cabral: tre leader, uno per reparto, ma l’elenco è più ampio e tenere fuori ad esempio Bonaventura sarebbe un errore. C’è anche “Jack” e più ce ne sono meglio è per la Fiorentina. Il momento è adesso.


 

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