Cabral Il centravanti inatteso
L’attaccante ha giocato bene col Monza e il gol gli è valso pure un “like” di Batistuta Finora ha segnato poco (come Jovic). Ma Italiano punterà ancora su di lui domani
FIRENZE. Che la Fiorentina abbia trovato il centravanti inatteso? Arthur Cabral (di lui si tratta) per la verità è atteso ormai da un anno, ma la sorpresa sta soprattutto nel fatto che l’altro ieri col Monza si pensava di trovare Jovic là davanti in base a gerarchie stabilite e, invece, un po’ il Mondiale, un po’ la sosta trasformata in nuova preparazione e infine l’avvicinamento al Monza negli allenamenti, le hanno chiaramente sovvertite.
L’occasione così l’ha avuta Cabral che se l’è presa tutta, segnando un gol (e che gol) e aprendo un nuovo capitolo per sé e per quello che riguarda l’ordine di chiamata nel ruolo di riferimento offensivo. Adesso resta da capire se come sembra la decisione di Vincenzo Italiano avrà un seguito. E per adesso s’intende subito: la Fiorentina domani sarà di nuovo in campo sempre al Franchi per affrontare il Sassuolo ed è lecito aspettarsi (questo sì) la conferma di Cabral, sia per dare continuità alla scelta di cui sopra per raggiungere certi risultati e sia per “premiare” il gol segnato dall’ex Basilea. Senza voler scomodare paragoni forti e “pericolosi”, ma la progressione di pura forza a riprendere un metro di svantaggio nei confronti del marcatore avversario (Caldirola) e dargliene due nell’allungo, per poi scaraventare il pallone sotto la traversa con un tiro di folgorante potenza, ha ricordato uno che è meglio nominare solo con le iniziali: GB. Che ieri, però, ha messo un bel pollice "su" alla foto del gol di Cabral sui social: hai capito cosa ti ha combinato Arthur?
Rischiata la blasfemia calcistica, viene da chiedersi comunque se la Fiorentina davvero abbia risolto il problema del gol che spesso e volentieri ne ha condizionato il rendimento fin dalla seconda parte della scorsa stagione, quando c’è stato da sostituire Vlahovic. Senza riuscirci finora nel complesso e riuscendoci solo a tratti nel particolare, sommando questo alla mancanza di concretezza che appartiene a tutta la squadra a dispetto della mole di gioco prodotta. Un indizio non fa una prova e come da racconto “giallo” ce ne vogliono tre per averla: tre come in linea teorica potrebbero essere le occasioni di fila che Italiano concederà a Arthur Cabral, sovvertendo le previsioni che a modo loro le amichevoli di dicembre (0 reti in 301’ per “Re Artù”) avevano indirizzato. Meglio: sembravano averle indirizzate. Ma tre sono anche i gol segnati in campionato dal brasiliano.
Pochi? Sì, pochi, perché sempre tre sono quelli all’attivo di Luka Jovic e quindi si torna all’assunto di prima sull’incapacità spesso della Fiorentina di ottenere per quanto costruito. Ecco, quindi, la necessità di dare una svolta in attacco, alla fase offensiva nel suo insieme, e per riuscirci non si può prescindere dal centravanti: l’allenatore siciliano per provare a farlo ha scelto la strada meno esplorata con Cabral punto d’arrivo e il gol segnato dal numero 9 viola gli sta dando ragione. Servono le conferme e allora sì la Fiorentina e Italiano potranno dire di aver trovato il centravanti che cercavano: se poi dovesse essere Cabral e non Jovic nulla di strano.
In fin dei conti il primo su cui il club di Commisso ha puntato un gennaio fa – spendendo oltre quindici milioni di euro – è proprio l’autore del gol che aveva portato in vantaggio Biraghi e compagni contro il Monza. La speranza, anche e soprattutto dei tifosi viola, è che stavolta non rimanga un exploit estemporaneo come lo era stato quello di Napoli lo scorso aprile con un altro, bellissimo tiro. Quello aveva illuso, questo “deve” dare certezze non più rinviabili. Per Cabral e per la Fiorentina.
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