Cabral-Jovic, ecco le punte. La Viola saluta coi gol il 2022
Contro la Primavera di Aquilani la Fiorentina va a segno sette volte. Castrovilli conquista per la duttilità, Benassi continua a restare in vetrina
FIRENZE. Contava sì per mettere minuti nelle gambe, ma soprattutto per sfatare gli ultimi tabù, in particolare quello della maledizione dei centravanti puri che in questa lunga sosta per gli impegni mondiali non erano mai riusciti a mettere il timbro su una rete nelle amichevoli giocate dalla Fiorentina. Cabral e Jovic ci riescono all’ultimo tuffo, negli spiccioli di questo 2022 che si prepara ad andare in archivio. Apre i conti il brasiliano che, di testa, abbatte un digiuno arrivato a toccare quota 336 minuti, e nella ripresa replica pure il serbo, con un destro di potenza di quelli che non lasciano scampo. Per Cabral, di certo, l’emozione stavolta è stata doppia: la sua carezza al cielo è volata all’indimenticato Pelé, ricordato dai viola con un minuto di silenzio prima del fischio d’inizio. La sua rinascita, insomma, riparte da qui. Nella partitella di allenamento contro la Primavera, i viola di Vincenzo Italiano si mettono alla prova e non sbagliano niente: fanno bene i baby - Bianco, uno dei figli del vivaio è il giocatore che sblocca la gara terminata con un rotondo 7-0 -, e non sbagliano i big, mettendo in pratica quei correttivi tattici su cui si sta lavorando ormai da tempo. L’unica nota stonata, semmai, è l’uscita anzitempo di Mandragora, a scopo precauzionale. Terracciano si limita ad osservare la manovra imbastita dai compagni, Quarta e Igor controllano, e Venuti cerca comunque di mettersi in mostra, scrollandosi di dosso le tossine di un finale di stagione non proprio positivo. Fa bene Saponara, che si infila tra le linee provando a costruire superiorità numerica e non sbaglia il solito Kouame: lì sulla corsia esterna, ha trovato la sua prateria dove cercare di far "impazzire" l’avversario di turno, tra giochi di gambe e velocità. Nella passerella organizzata per salutare i tifosi viola - oltre 2500 quelli arrivati in Maratona, compresa una delegazione di ultrà - c’è stato spazio per tutti i giocatori a disposizione. Pure per Castrovilli che, dopo il debutto (con gol) da interno di centrocampo, stavolta si è messo alla prova sull’esterno mancino, mostrando una volta di più poliedricità e capacità di inventiva. La rete (la sesta della Fiorentina, dopo un bello scambio con Jovic) è stata il premio, ma soprattutto una ulteriore riprova che il tunnel è alle spalle. L’applauso più significativo, però, va tributato sempre a Benassi, rimasto fuori dalle liste ufficiali dalla fine di agosto e di fatto finito ai margini: ha lasciato il suo nome sul tabellino dei marcatori pure ieri, con l’ennesima giocata quasi da biliardo (entra in area da destra, rientra sul sinistro e pallone all’incrocio) , si è rimesso in vetrina, aspettando gli sviluppi del mercato. Da domani si comincerà a fare sul serio: la cooperativa dei marcatori - in questa pausa mondiale 18 differenti calciatori hanno messo a segno 34 gol - deve macinare reti una dietro l’altra, intanto in campionato. Aspettando le Coppe. Per tingere di viola il nuovo anno.
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