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Firenze

Amarezza Italiano. «Sconfitta immeritata Dovevamo castigarli»

di Francesco Gensini
Amarezza Italiano. «Sconfitta immeritata Dovevamo castigarli»

Il tecnico viola: «Nel primo tempo meglio noi»

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FIRENZE. Vincenzo Italiano mastica amaro. Amarissimo. Forse sarebbe stato stretto il pareggio a questa Fiorentina che per larghi tratti ha sovrastato il Milan campione d’Italia a casa propria, figurarsi quale effetto gli può provocare tornare a casa a mani vuote. Si dice spesso che a decidere sono gli episodi, tutti contro la squadra viola. Troppo da sopportare.
«Nel primo tempo - ha dichiarato il tecnico siciliano - siamo stati più ordinati e abbiamo fatto molto meglio, nella ripresa la partita si è spaccata e ci sono state occasioni di qua e di là, anzi forse ne abbiamo avute più noi e alla fine è scaturita l’ennesima partita persa nei minuti finali. Rimangono rabbia e rammarico: dobbiamo crescere, tra errori nostri e qualche situazione dubbia. Non portiamo punti a casa, invece meritavamo di farli e questo dispiace. Siamo venuti a Milano per non consegnare palloni al Milan, perché loro sono bravi a creare pericoli in qualsiasi modo e nel primo tempo, ripeto, l’abbiamo fatto benissimo. Nel secondo, viceversa, abbiamo sbagliato qualche scelta e non siamo riusciti a chiedere la gara e qui è dove dobbiamo imparare, perché perdere così mi sono accorto che a Firenze fa veramente male. Ci sta di concedere qualcosa ai campioni d’Italia, ma quando loro lo fanno con noi li devi castigare. Però, siamo cresciuti tanto e da un mese a questa parte siamo un’altra squadra come atteggiamento e come voglia».
Italiano prima “conferma” le parole pronunciate da Joe Barone prima della partita in merito alla reiterata assenza di Gonzalez («Ci sono alcuni che fisicamente sono qui e mentalmente stanno pensando al Mondiale») con un pensiero che assomiglia moltissimo a quello del direttore generale. «Quando un giocatore non è a disposizione non è solo per un problema fisico: se qualcuno non si sente di dare "di testa" un supporto al 100 per cento alla squadra è come se fosse infortunato».
Poi, si sposta sulla ripresa della Serie A che sembra (è) lontanissima, passando ancora dalla sfida di San Siro. «Bonaventura ha provato, ma il dolore per la botta presa contro la Salernitana era troppo forte. Dispiace perché Giacomo è in grandissima condizione, però Barak l’ha sostituto egregiamente e ha disputato una grande partita. Obiettivi per il 2023? Preparare il turno di Conference League e risalire in campionato, dove abbiamo qualche punto in meno rispetto allo scorso anno. Vanno ripresi per rimetterci in carreggiata. Puntare all’Europa? La stagione è ancora lunga e può succedere di tutto: noi dobbiamo pensare solo a prepararci bene e a ripartire con il piede giusto».
Il punto (e a capo) ce lo mette Antonin Barak, al primo gol in campionato dopo i tre in Conference: senza attaccarsi a scuse e colpe altrui.
«Mi dà noia - ha detto - non essere riusciti a concretizzare tutto quello che abbiamo creato e per questo dobbiamo essere arrabbiati con noi stessi. Se non segni il secondo e il terzo gol, poi ci sta che la partita si possa perdere. Io sulla scivolata di Tomori ai danni di Ikoné ero sicuro che fosse rigore, ma non sto a giudicare l’arbitro. Se la Champions League può essere un possibile nostro obiettivo, è necessario migliorare. Il mio gol? Spesso preferisco tentare l’assist, stavolta ho messo giù la testa per tirare e segnare. È andata bene grazie anche a un po’ di fortuna». 
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