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Firenze

L’urlo di Vincenzo Italiano. «Più forti di tutto, che gioia. Ora pensiamo al Milan»

L’urlo di Vincenzo Italiano. «Più forti di tutto, che gioia. Ora pensiamo al Milan»

La tribuna stampa del Franchi intitolata al collega Rialti

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FIRENZE. Vincenzo Italiano, alla fine ha sorriso: era esattamente questo che voleva dalla sua squadra, coraggio e voglia di osare. «Dentro quell’urlo alla fine c’è la soddisfazione di aver superato un periodo non bello, in cui non mi piaceva vedere i ragazzi a testa bassa. Sono scesi in campo con la voglia di vincere, di continuare nella striscia positiva, soprattutto in casa: ecco il perché di quell’esultanza. Ci mancava quel pizzico di voglia e queste vittorie ci ripagano».
La Fiorentina, da oggi, tornerà in campo per preparare l’ultima partita del 2022, domenica sera (ore 18,30) a San Siro contro il Milan dell’ex Stefano Pioli. Intanto, il presidente Commisso, che prima dell’inizio della partita, è sceso negli spogliatoi e al termine della gara ha festeggiato coi tifosi sotto la Fiesole, domani farà rientro negli Stati Uniti dopo i mesi vissuti accanto alla sua Fiorentina, dall’estate ad oggi.
La cerimonia
Prima del fischio d’inizio è stato il momento della commozione. La tribuna stampa dello stadio Franchi, da ieri, porta il nome di Alessandro Rialti, collega che per decenni ha raccontato la storia della Fiorentina dalle colonne del Corriere dello Sport-Stadio e che, prima di ogni altra cosa, ha cresciuto generazioni di cronisti pronti ad affacciarsi su questo straordinario mondo. Alle 19.45, lì dove Sandro è sempre stato seduto, è stata svelata una prima targa (la seconda è stata collocata nelle postazioni stampa lato Curva Fiesole), alla presenza dei figli, Edoardo ed Enrico, e soprattutto di chi ha lavorato perché questo sogno potesse diventare realtà, dall’Associazione Stampa Toscana al gruppo toscano giornalisti sportivi-Ussi, dal Comune di Firenze alla Fiorentina presente col dg Barone e tutti gli uomini della comunicazione, fino agli “Amici di Ciccio” che, da subito, hanno ideato in sua memoria un premio giornalistico e piantato un albero nei giardini alle spalle della Curva Fiesole. Sul maxi-schermo, negli stessi minuti, è stata proiettata la sua foto e l’applauso dei presenti è stata la naturale carezza verso il cielo di una città intera, che nel momento della scomparsa di Alessandro era costretta in casa per l’imperversare del Covid, nel pieno del primo lockdown. « Non saremmo arrivati qui se non ci fosse stata la caparbietà dei giornalisti sportivi di Firenze - ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, intervenuto insieme agli assessori allo sport Guccione e alla toponomastica Giuliani -. Questo gesto ci fa sentire comunità, un gruppo coeso, ma soprattutto ci permette di ricordare a chiunque verrà a sedersi qui chi era Ciccio Rialti». Gli hanno reso omaggio gli ultrà della Fiesole, l’altra faccia della medaglia indissolubilmente legata alla Fiorentina che Rialti sapeva come raccontare, così come i tanti che sentivano in lui quella voce rassicurante capace di trovare ogni volta il lato positivo a cui aggrapparsi.
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