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È cominciata la rivoluzione viola di Italiano
Il tecnico della Fiorentina sta plasmando la fisionomia della squadra, il 4-2-3-1 può diventare sinonimo di concretezza e efficacia offensiva
FIRENZE. Bonaventura, Barak, Saponara: adesso toccherà a Jovic con una certa continuità? Qual è il nesso che lega i quattro e perché sono tirati in ballo è presto spiegato. Sono i calciatori che Vincenzo Italiano ha alternato finora (quindi, i primi tre) nelle prove di 4-2-3-1 che potrebbe essere se non il punto d’arrivo, sicuramente il punto di raccordo tra la Fiorentina con l’imprinting riconosciuto del tecnico siciliano e la Fiorentina che potrà essere per valorizzare la parte offensiva e, nella fattispecie, gli attaccanti. Jovic e Cabral, ovviamente. Perché questo è il modulo che può consentire l’impiego di entrambi come da più parti ipotizzato per poter ricavare il meglio delle qualità di ciascuno.
Jovic in verticale di Cabral nel 4-2-3-1, insomma: che è la soluzione scelta, ad esempio, dall’allenatore viola contro l’Inter per cercare di rimontare lo svantaggio nei confronti dei nerazzurri, ma in quella circostanza si è trattata appunto di una soluzione estemporanea dovuta alle necessità contingenti, talmente pressanti da essere a volte la scelta “esasperata” addirittura fino al 4-2-4 per la presenza contemporanea degli esterni offensivi (allora Ikoné e Kouame). Tornando a Bonaventura, Barak e Saponara, i tre a turno sono stati schierati per decisione antecedente all’andamento della gara, segno chiaro della volontà di far ricorso al sistema di gioco con i due mediani interditori e i tre alle spalle della punta centrale. Italiano ci ha provato in primis con Bonaventura, soprattutto per la capacità dell’ex Atalanta e Milan di andare a intercettare il portatore di palla avversario: riuscendoci, la Fiorentina sarebbe stata subito pericolosa negli ultimi 20-25 metri nella metà campo avversaria. Una prova che è diventata una riprova giovedì scorso nella sfida decisiva di Conference League contro il Basaksehir: Amrabat e Mandragora nel mezzo, Barak tra Saponara e Kouame alle spalle di Jovic.
Eccolo lì il 4-2-3-1 per scelta al minuto 1 sullo 0-0 quando c’è da costruire una partita intera. Forse il risultato positivo (2-1 ai turchi), forse no, fatto sta che Italiano non ci ha pensato due volte a riproporre la stessa situazione l'altro ieri a Spezia. C’era, è vero, un risultato da girare a proprio favore, ma non partendo da “sotto”: no, il punteggio era 1-1 e il piano preciso era quello di schierare una Fiorentina che aumentasse peso e giri di motore là davanti. Dentro Saponara (per Bonaventura), confermati Ikoné e Kouame sulle fasce, ma non il centravanti perché per un quarto d’ora ha continuato a giocare Jovic e poi è stata la volta di Cabral. Che ha risolto la gara proprio al 90esimo. Ciò che conta davvero è che a dare la spinta decisiva sia stato il modulo a trazione anteriore (Italiano non ha esitato a puntarci pur avendo dovuto rinunciare ad Amrabat all'intervallo perché gravato di un’ammonizione, dando fiducia all’inedita coppia Mandagora-Duncan) e c’è un elemento che lo certifica: nel gol del 2-1 sono intervenuti Kouame, Ikone, Saponara e infine Cabral.
Un caso? Difficile crederlo. Allora, e così siamo al quarto element o, il prossimo passaggio potrebbe essere quello che prevede di nuovo Jovic alle spalle del brasiliano ex Basilea, com’è stato appunto contro l’Inter, ma con un disegno tattico definitivo in partenza: la Fiorentina del rilancio potrebbe avere questa fisionomia.
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