Il Tirreno

Firenze

«E ora vinciamone quattro». Italiano diventa motivatore

di Francesca Bandinelli

	L'allenatore dei viola
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L'allenatore dei viola

Alla Spezia la Fiorentina ha di fronte l’avversario più ostico, specie in casa. I bianconeri puntano a farsi letali in ripartenza: non si potrà sbagliare nulla

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FIRENZE. Due allenatori ad un bivio. Da una parte c’è Gotti, tecnico dello Spezia, che per scacciare la crisi ha bisogno di un successo e che in casa, fino ad oggi, ha messo in cascina tutti e 9 i punti della classifica. La sua squadra non vince dal 17 settembre scorso, dal 2-1 contro la Sampdoria. Da allora, i bianconeri di Liguria hanno incassato 9 gol, riuscendo a segnarne solo 2, con 3 ko (con Lazio, Monza e Salernitana) e un pareggio (Cremonese) . Dall’altra invece c’è il grande ex, Vincenzo Italiano, quello che la passata stagione fu accolto tra fischi e imprecazioni da una tifoseria che pure lo aveva acclamato, che con lui in panchina aveva prima festeggiato una storica promozione in Serie A e una successiva permanenza nella categoria. La sua Fiorentina in trasferta in campionato non ha mai vinto: l’obiettivo è costruire (finalmente) i presupposti di una prima volta. Al massimo, nelle 5 gare esterne disputate fin qui, ha pareggiato in due occasioni perdendo le restanti tre, viaggiando ad una velocità di crociera di appena 0,40 punti in media a gara. Dopo il successo in Conference League contro il Basaksehir, con le due reti realizzate all’unica squadra di tutta la manifestazione internazionale che mai era stata "bucata", adesso serve di più. L’allenatore lo ha detto senza mezzo giri di parole: «La priorità è risalire la classifica. Abbiamo troppi punti in meno rispetto ad un anno fa e a quanto visto sul campo. Se vogliamo crescere e costruire una mentalità, è arrivato il momento di fare un filotto e vincere tutte e quattro le gare (compresa la sfida al Riga in programma giovedì prossimo in Lettonia, ndr)». Racconta di uno spirito positivo - «Il successo in Coppa ci ha aiutato»-, e subito alza l’asticella: stavolta Italiano non vuole ridere a metà. «Con lo Spezia abbiamo una prima opportunità per recuperare terreno: dobbiamo essere più continui - ha spiegato ai canali ufficiali del club -. Poi, penseremo anche al resto, a come affrontare la lunga pausa con cui tutti ci dovremo misurare durante la sosta per il campionato del Mondo». Lo sa bene pure lui che saltare sopra a questo avversario non sarà affatto scontato: lo Spezia attenderà il momento giusto per provare a far male, servirà il massimo della concentrazione anche in fase difensiva, dove in campionato sono state commesse troppe ingenuità (10 i gol subìti dai viola nelle ultime 4 giornate: fino alla settima la Fiorentina aveva il quinto reparto meno battuto della Serie A, adesso è scivolata al 13mo posto di questa speciale classifica) . Lo ha ribadito lo stesso Gotti ieri: «I viola fanno del dominio del gioco uno degli strumenti principali: dovremo aspettarli e mettere in campo le nostre "armi". Gyasi? Il capitano mi piace, non ha trovato il gol, ma sono contento di come si allena: sarà della gara». La strada, da una parte e dall’altra, è solo una: costruire la partita perfetta. La Fiorentina, dalla sua, avrà anche la spinta dei suoi tifosi: il settore ospiti del Picco sarà praticamente esaurito. Gli ultra viola faranno in modo, nella bolgia bianconera, di far sentire la propria voce, di sostenere la squadra e di spingerla verso una nuova ripartenza. Il resto dovranno farlo i giocatori dal campo, seppur ancora orfani di Sottil e Nico Gonzalez, nemmeno convocati.La sfida sarà anche una sorta di derby americano tra la famiglia Platek, che nel 2021 ha acquistato lo Spezia, e il presidente Commisso, arrivato in Italia due anni prima, nell’estate 2019. Non vuole perdere nessuno: non la squadra di casa, che sogna il sorpasso in classifica ai danni dei viola, né tantomeno la Fiorentina che, di fatto, per sperare di pensare ancora in grande ha un solo risultato possibile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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