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Kouame gioiello vero di Firenze: l’ivoriano è l’unico indispensabile

Francesca Bandinelli
Kouame gioiello vero di Firenze: l’ivoriano è l’unico indispensabile

Il Brighton ha provato a portarlo in Inghilterra fino all’ultimo, ma senza successo. Ha un contratto fino al 2024, ma la società del presidente Commisso ha un’opzione

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FIRENZE. Dopo aver disfatto la valigia e rimesso il passaporto nel cassetto – il Brighton fino all’ultimo ci ha provato in ogni modo, anche con offerte ricchissime, ma la Fiorentina, dopo la gara col Napoli, non ne ha più voluto sapere -, ha pensato solo a come trasformarsi da comprimario ad attore protagonista. Christian Kouame ha colto l’occasione, senza lasciarsi frastornare da niente. Già nel ritiro estivo, da Moena all’Austria, aveva lavorato con l’obiettivo di provare a conquistare dal campo l’allenatore: non ha sbagliato un colpo. Lo certificano i numeri. È l’assist man più efficace in Conference League, con cinque passaggi vincenti costruiti dall’inizio della manifestazione, mentre in Serie A i suoi gol sono valsi punti importantissimi. Ha cancellato i due ko con Juventus e Lecce, permettendo alla sua squadra di muovere la classifica e ora vuole provare a fare il salto definitivo, specie adesso che si ritrova a surfare sulle onde dell’entusiasmo. Da ieri, è diventato pure papà per la seconda volta: la prossima rete, insomma, potrebbe avere una dedica speciale, per il piccolo Kenan Phil, e proprio per questo Christian non intende perdere tempo. Ha già messo lo zampino su quasi il 40% delle reti realizzate in tutto dalla Fiorentina, tra campionato e Coppa, dimostrando di essere uno degli imprescindibili viola e non intende fermarsi ora, sul più bello. Sui social ha festeggiato con i suoi compagni, con like, cuori ed emoticon, ma adesso l’unica cosa che Kouame aspetta è solo tornare in campo. Magari provando anche a convincere la società ad anticipare i tempi per un possibile prolungamento di contratto. Sia chiaro, non c’è fretta: l’ivoriano ha un accordo fino al 2024, ma la Fiorentina ha un’opzione a proprio vantaggio per un ulteriore anno, fino al 2025. Per qualsiasi pretendente, insomma, non sarà facile riuscire ad insinuarsi per convincere il club anche solo a sedere al tavolo della trattativa. Lo ha raccontato non troppo tempo fa il presidente Commisso: «Su Kouame è cambiato tutto. Dissi a Barone che avremmo dovuto tenerlo e così è stato. La decisione è stata presa in maniera collegiale». Oggi, per lui, la soddisfazione è persino doppia, pure nell’apprezzare la versatilità tattica di un giocatore diventato uno dei punti di riferimento dell’attacco viola, a prescindere dalla posizione in cui alla fine si ritrova ad agire. Per gli avversari, è sicuramente il più difficile da arginare: un po’ per lo scatto bruciante quasi da centometrista e un po’ pure per quel suo muoversi continuamente da una parte all’altra, scartando l’uomo o anche provando a svettare in elevazione. Fin qui, ha mostrato un ampio repertorio, manifestando dimestichezza in tutti i fondamentali: Italiano lo sa bene e per questo se lo coccola, attento a migliorare ogni piccola sua sfumatura, pure nelle conclusioni dalla distanza, quella che fin qui si era apprezzata ancora poco. La gran botta inventata l’altra sera e resa innocua soltanto da una straordinaria parata di Sengezer non è stata affatto casuale: «Ci ho provato – ha raccontato la notte stessa Kouame -. Mi sono ricordato di un gol di Drogba contro l’Everton e ho cercato di fare lo stesso. Ma adesso conta solo la gara con lo Spezia». Non era passata nemmeno un’ora dalla fine della partita con i turchi del Basaksehir, eppure l’ivoriano aveva già spostato in avanti l’orologio. Il suo entusiasmo è il valore aggiunto dello spogliatoio e nessuno vuole più farne a meno. Non i compagni e nemmeno la città.

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