Il Tirreno

Firenze

Il commento

Alla pugna con ironia, no alla violenza

di Andrea Bruno Savelli
Alla pugna con ironia, no alla violenza

Prendiamola alla leggera, se fosse per la statistica saremmo primi in classifica

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Una partita che è un’epopea. Dura da mandar giù, più faticosa da digerire di un cacciucco a Ferragosto. Lunga da raccontare. Proviamo: la Fiorentina è prima per calci d’angolo, prima per cross, prima per tempo passato nella metà campo avversaria e per tiri in porta. Ha subito meno tiri verso la propria porta di qualunque altra squadra. Se la statistica fosse una chiave di lettura assoluta della realtà dovrebbe essere prima in classifica con dieci punti di distacco. Ma la conoscete la poesia di Trilussa. Lui dice che se io mangio un pollo intero e tu stai a digiuno per la statistica abbiamo comunque mangiato mezzo pollo ciascuno. Le statistiche vanno interpretate. La Fiorentina crossa tanto e tanto male, gli attaccanti non sono dei fenomeni. La Fiorentina ha quasi sempre la palla ma quando ce l’hanno gli altri la portano quasi sempre davanti al portiere. I difensori fanno figure da terza categoria perché gli si chiede un lavoro o troppo difficile o al di là delle proprie capacità. Perché l’anno scorso non avveniva? Questa risposta la deve trovare l’allenatore. Perché se il motivo è che se tutti hanno capito che basta fare densità nella propria area per evitare problemi, la responsabilità è dell’allenatore nel cercare soluzioni alternative.
La società: con questo atteggiamento che non accetta o non capisce le critiche, alla lunga crea un alibi ai calciatori. C’è un modo semplicissimo per smascherare chi critica per i propri interessi (e probabilmente c’è): vincere! Invece non dovrebbe essere necessario ricordare che la Fiorentina è quattordicesima in classifica a cinque punti dalla zona retrocessione ed a undici dal settimo posto. Poi, o la società non riesce a gestire i giocatori o c’è qualcosa che non funziona al centro sportivo. La squadra è piena di gente col mal di schiena, che serva cambiare le sedute?!? E un calciatore a partita esce nei primi minuti per uno scatto che Bolt avrebbe fatto a zoppino… è pensare male che tutti questi che si fanno male e sperano di essersi fermati per tempo vanno al mondiale? Ma lo stipendio chi lo paga? E allora forse una società rispettata dai giocatori avrebbe qualche caso in meno. Poi c’è l’arbitro. Gli arbitri italiani sono scarsi, e lo sono ancor di più da quando provano a fischiare “all’inglese“. Però Valeri è un arbitro internazionale, possibile che su tre episodi decisivi abbia sempre sbagliato? Doveva espellere Dimarco, neanche ammonito, non era rigore. Ultimo, fallo netto di Dzeko su Milenkovic. Che abbia sbagliato lo conferma il fatto che lo fermeranno un turno. Come mai un arbitro così bravo sbaglia così tanto e sempre in una direzione?
Poi è vero che la nostra povera Viola è stata a tratti imbarazzante, ma sarebbe come se un camion non si ferma allo stop distruggendo una macchina, e al conducente, uscito miracolosamente illeso gli urlasse che siccome la macchina faceva schifo lui non ha diritto di arrabbiarsi.
E ora parliamo di questa rabbia, che sta montando tra i miei concittadini e cotifosi al Franchi: basta, le persone non si picchiano e non si urla di buttarle di sotto. È disgustoso e non è da noi! Noi reagiamo alle ingiustizie da sempre con ironia e cultura, come dimostra la coreografia della curva Fiesole di ieri. Il fatto che succeda dappertutto ci deve spingere a far sì che non succeda più da noi. Noi non siamo questo. Noi siamo Firenze, e, facendo così perdiamo secoli di storia in un minuto. Poi magari, fosse regolamentata un po’ meglio la sicurezza negli stadi a livello nazionale, sarebbe di aiuto. Ma la violenza non è accettabile, a maggior ragione visto che in campo i nostri eroi rinunciano alla pugna per un refolo di vento che gli sfiora i muscoli o cercano di zittirci dopo mesi di nulla cosmico.

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