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Viola, la recupera Kouame ma la vittoria in trasferta resta un tabù

di Francesca Bandinelli
Viola, la recupera Kouame ma la vittoria in  trasferta resta un tabù

La Fiorentina, a Lecce, non va oltre il pareggio: Cabral segna, ma l’off side di Bonaventura cancella tutto

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FIRENZE. La notte delle prime volte si risolve, in pratica, con un nulla di fatto. Il Lecce, che pure era passato in vantaggio con Ceesay, vede cancellarsi un altro match point, e non riesce nemmeno in questa occasione a festeggiare il primo successo interno dopo il ritorno in Serie A. Alla Fiorentina, di contro, non basta la rimonta di Kouame, il capocannoniere dei viola in campionato con due reti totali, per spezzare il tabù della vittoria esterna che manca da più di sei mesi (dall’aprile scorso, al Maradona). È l’ivoriano la costante nota positiva della squadra di Italiano, imprevedibile quanto basta per creare scompiglio nell’area piccola avversaria, cinico per andarsi a costruire le occasioni da gol e granitico sempre, anche in difesa, quando c’è da spazzare via con decisione le ripartenze avversarie.  

I cinque gol realizzati in Conference League contro gli Hearts sembravano aver messo in un angolo il nèo della sterilità offensiva dei viola, ma qualche ingranaggio in Serie A deve ancora essere registrato. Sì, il portiere avversario, Falcone, si è esaltato in almeno un paio di circostanze, sulla gran botta dalla distanza di Martinez Quarta e conclusione di Nico Gonzalez, ma una squadra che punta a stare in pianta stabile tra le grandi deve chiedere di più a se stessa. La gara parte subito in salita, con Jovic costretto ad alzare bandiera bianca dopo appena sei minuti di gioco. Cabral, di fatto, si ritrova di nuovo in campo praticamente per una gara intera dopo oltre un mese e, pur facendosi trovare al posto giusto esattamente quando serve, di fatto deve fare i conti con le imprecisioni dei compagni. Sì, perché il gol, lui, lo segna due volte, ma prima c’è il fuorigioco di Bonaventura e poi, sul cross di Barak, il pallone aveva oltrepassato prima la linea di fondo.  

Il muro del Lecce tiene e pure bene. Fin dall’inizio è proprio la squadra di casa a dettare legge, con le accelerate e i cambi di direzione degli esterni offensivi: sono loro a creare i pericoli maggiori, a cancellare i punti di riferimento nella retroguardia viola. Di fronte a Strefezza e Banda vacillano sia Biraghi che Dodo, col brasiliano saltato come un birillo dal Gonzalez leccese in occasione del vantaggio firmato da Ceesay. La Fiorentina, nel primo tempo, si ritrova spesso a rincorrere, quasi sempre col fiatone: il primo tiro in porta arriva solo dopo 19 minuti, con la conclusione di Mandragora ribattuta da Falcone, mentre poco dopo sono i giallorossi a sfiorare il vantaggio, col colpo di testa dell’attaccante gambiano, bravo nello stacco aereo e non altrettanto nel direzionare la porta. Si riscatta prima dell’intervallo: è lui a mandare in delirio il Via del Mare, mettendo il sigillo sulla sua terza marcatura stagionale.  

Lo schiaffo, che per un attimo riporta alla luce vecchi fantasmi, sembra scuotere la Fiorentina. Kouame ristabilisce l’equilibrio in avvio di ripresa, poi di fatto i viola provano una sorta di arrembaggio costante, con quattro tiri in porta prontamente sventati dalla retroguardia leccese, senza la giusta dose di fortuna. Stavolta, i cambi, non portano la giusta dote con sé: Duncan, chiamato a rilevare Mandragora, commette tanti errori e fa pure peggio del compagni, e pure Ikoné gettato nella mischia al posto di uno sfinito Kouame, non brilla in precisione. A quattro minuti dalla fine della gara l’occasione più ghiotta è quella del francese, bravo a superare Ceesay, ma il pallone buttato in mezzo, alla fine viene ribattuto dalla difesa avversaria, con il solito provvidenziale Baschirotto. È vero che procura l’espulsione di Gallo, in pieno recupero, ma non basta per aiutare la sua squadra a trovare, finalmente, il primo successo esterno in Serie A della stagione.  Servivano i tre punti per tornare a dettare legge in campionato: è tutto rimandato e il prossimo avversario, al Franchi, è l’Inter.  

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