Cabral, l’uomo Conference. La Viola si affida a Re Artù
La risorsa di Conference per la Fiorentina si chiama Arthur Cabral
FIRENZE. La risorsa di Conference per la Fiorentina si chiama Arthur Cabral. Un po’ perché Italiano ha deciso così, facendo giocare il brasiliano da titolare contro il Twente sia all’andata che al ritorno e solo una sempre dall’inizio (a Udine) delle cinque partite in campionato lasciando le altre quattro a Jovic, un po’ perché Cabral è stato determinante per l’ingresso in Europa della squadra viola segnando il gol del momentaneo 2-0 nei playoff al Franchi. E molto perché il rapporto dell’ex Basilea con questa competizione è un qualcosa che rasenta lo straordinario e raramente riscontrabile. Basti dire che il succitato gol è appena uno dei quattordici complessivi che l’attaccante sudamericano ha firmato in Conference e non in chissà quanti anni: semplicemente in un anno appena. Ancora più incredibile, ma vero, proprio con la maglia rossoblù degli elvetici è riuscito nell’impresa di realizzare addirittura tredici reti tra preliminari e fase a girone: essendo state quattordici le partite finora giocate da Cabral in Conference League (comprese le due con la Fiorentina), la media viene facile facile.
Italiano si affida a lui per affrontare e battere l’Rfs Riga come da pronostico, anche se di scontato non esiste niente, aprire il percorso con una vittoria, ipotecare il cammino verso il primo posto che garantisce il passaggio agli ottavi di finale senza passare dalla trappola degli spareggi con la terza classificata che viene dall’Europa League, proiettarsi innanzitutto verso il derby di Bologna e, infine, rimanendo in ambito europeo, verso la trasferta di Istanbul di giovedì prossimo. Tocca a Cabral, insomma. Non solo a lui ma soprattutto a lui in qualità di centravanti e di uomo-Conference, trascinare i compagni al successo all’esordio nella fase a gironi e, se ci riuscisse, ne comporterebbe un altro a livello personale non meno importante: nell’alternanza con Jovic a cui si faceva riferimento, il “duello” dice che Cabral e il serbo hanno realizzato un gol a testa, che è pochino per le sette partite disputate dalla Fiorentina, e di conseguenza il duello stesso induce tuttora Italiano a fare le dovute riflessioni sulle gerarchie da stabilire e che forse a un certo punto diventeranno necessarie per il ruolo. Gerarchie che ancora non ci sono, sia per l’esigenza di portare i due contendenti alla migliore condizione fisica e sia per la scelta ponderata e voluta dal tecnico viola di giocarsi questo inizio congestionato di stagione con entrambi i centravanti, a garanzia così di quella freschezza atletica che al momento viceversa non è assicurata.
La sfida è pari: Jovic ha segnato contro la Cremonese al debutto in campionato e Cabral, come ricordato, subito dopo contro il Twente sempre al “Franchi”, ma da allora si sono perse le tracce dei due nel tabellino dei marcatori e la Fiorentina è riuscita a mettere all’attivo soltanto un altro gol con Kouamé sabato scorso contro la Juventus. Adesso, la prima occasione per lo scatto in avanti ce l’ha stasera il brasiliano e Re Artù ha tutte le intenzioni di sfruttarla a dovere.
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