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Fiorentina, così è troppo poco: gli esterni stavolta faticano

Francesca Bandinelli
Fabiano Parisi frena Jonathan Ikoné: è questa una delle chiavi tattiche della partita il francese ha sprecato l’occasione più ghiotta
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Fabiano Parisi frena Jonathan Ikoné: è questa una delle chiavi tattiche della partita il francese ha sprecato l’occasione più ghiotta

Sottil chiede a gran voce un rigore, ma un tocco di mano vanifica tutto. Il riscatto deve essere immediato: giovedì in Olanda c’è la sfida col Twente

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Alla fine, è Italiano a doversi leccare le ferite. Sì, perché nonostante mezz’ora giocata con un uomo in più in campo e il ko finale di Cambiaghi che ha costretto l’Empoli a chiudere il derby addirittura in nove uomini la Fiorentina non va oltre al pareggio. Alla fine, i tiri in porta dei viola sono stati appena due. È vero, Vicario è stato bravissimo ad esaltarsi sulla conclusione di Ikoné, ma di fatto nessuno è riuscito a impensierirlo. Se questo non è proprio una sirena d’allarme, quanto meno deve essere considerato come un campanello, per niente da sottovalutare.

La mole di gioco non è mancata, ma la precisione nell’ultimo passaggio quella sì, è assolutamente da migliorare. L’esterno offensivo francese è parso in evidente difficoltà: è vero, di fronte si è trovato un Parisi in condizione strepitosa, capace di esaltarsi in ogni suo movimento, difensivo e offensivo (non è un caso che i viola lo abbiano osservato a lungo da vicino prima del suo prolungamento di contratto con l’Empoli), ma da uno come lui è lecito aspettarsi molto di più. In realtà, al Castellani, a non funzionare sono state proprio le catene esterne. Saponara, l’ex della gara, non ha mai creato un pericolo nella trequarti azzurra: si è mosso tanto, ma con poco ordine tattico, finendo col vedersi spesso strappare il pallone dai piedi. Sottil, subentrato nella ripresa, se non altro, ha affondato il piede sul gas. È parso da subito esuberante, fin troppo a giudicare dalla foga con cui ha protestato per il possibile fallo in area di Haas. L’azione è stata rivista, ma il tocco di mano precedente dello stesso attaccante viola ha, in pratica, cancellato l’eventuale fallo da rigore. La rivoluzione negli uomini con il pesantissimo turnover scelto dal tecnico viola, stavolta, non ha pagato. Rispetto alla partita col Twente i cambi sono stati addirittura nove, con Maleh e Milenkovic unici due alla terza gara consecutiva nel giro di una settimana. Stavolta, a differenza di una settimana, i nuovi volti arrivati dal mercato erano tutti in campo: Gollini tra i pali, Dodo a destra in difesa per la prima volta dall’inizio, Mandragora in cabina di regia e Jovic davanti. Il serbo, però, stavolta non ha trovato il graffio. Gli unici due tiri sono arrivati con Ikoné e con il play ex Torino: tutti gli altri non sono pervenuti. Non è bastato né il possesso palla né il forcing nella mezz’ora finale, prima in 11 contro dieci, dopo l’espulsione di Luperto, e poi addirittura con due uomini in più, quando Cambiaghi è stato costretto ad alzare bandiera bianca. Sono due punti persi, non ci sono dubbi, ma non è questo il momento per recriminare. Giovedì c’è il faccia a faccia in Olanda contro il Twente per accedere alla fase a gironi di Conference League e non si potrà sbagliare niente. Servono i cecchini veri, per far valere la forza del successo (2-1) maturato all’andata. La speranza, intanto, è quella di recuperare Igor in difesa: né Quarta, che ieri ha comunque fatto vedere un passo in avanti rispetto agli errori macroscopici inanellati con la Cremonese, né Nastasic sono in grado di raccoglierne l’eredità. Anche per questo si tornerà sul mercato, con Wout Faes del Reims tra i principali indiziati finiti sotto la lente, insieme all’eclettico centrocampista del Verona Antonin Barak che pare davvero a un passo. Prima però bisogna conquistare il pass europeo. Lo avrà ripetuto, ieri, pure il presidente Commisso, presente in uno sky box del Castellani – in tribuna c’era anche Giancarlo Antognoni -: serve un primo scatto d’orgoglio collettivo. Il mal di stomaco della passata stagione, a Italiano, sarà tornato a farsi sentire. La qualificazione potrà cancellare ogni malumore. Da registrare, il cambio di direzione di gara, con Marchetti costretto a cedere il posto a Sacchi per un problema muscolare.


 

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