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Salvate il “soldato” Quarta, dietro c’è da rafforzare il muro

Salvate il “soldato” Quarta, dietro c’è da rafforzare il muro

Igor non pare aver recuperato: l’argentino rischia gli straordinari

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FIRENZE. C’è un “soldato” da salvare, Lucas Martinez Quarta e un reparto da rendere impenetrabile, la difesa. Vincenzo Italiano lo sa benissimo. Ha protetto il centrale argentino per primo, domenica sera, nonostante quel paio di svarioni che hanno messo in pericolo il destino del match contro la Cremonese: sa bene che adesso le sue qualità, da ritrovare quanto prima, possono davvero fare la differenza. Quarta è arrivato a Firenze da titolare della Nazionale argentina, poi qualcosa si è spezzato. Progressivamente ha visto prima Scaloni preferirgli Romero, Pezzella o lo stesso Lisandro Martinez, e poi Igor “soffiargli” la maglia da titolare. Adesso, con il brasiliano non al top della condizione fisica e con tutte queste partite ravvicinate, tocca anche a lui scrollarsi di dosso la coltre di grigio fumo che lo ha avvolto e ritrovare la versione migliore di sé stesso. Su Instagram, ha provato a guardare il bicchiere mezzo pieno, i tre punti conquistati dalla squadra al battesimo in campionato: li ha festeggiati con un post chiamando a raccolta la città in vista della prima delle notti per fare la storia. «C’è da lavorare e da migliorare, sempre, – ha postato -, ma siamo sulla strada giusta». Ed è proprio quella strada che il “chino” deve tornare a percorrere, quella che lo aveva messo sotto i riflettori fin dai tempi del River Plate, club da cui ha spiccato il volo per arrivare in Italia. La passata stagione, all’inizio, il prescelto dall’inizio era stato lui: aveva iniziato col piede giusto, riuscendo persino a segnare col Napoli, al di là del ko finale, poi però, qualcosa si è inceppato. Prima ci si è messo di mezzo un fastidio fisico, poi ha dovuto fare i conti con la crescita esponenziale di Igor, capace di surclassarlo nelle gerarchie.

Adesso ha dalla sua l’occasione più ghiotta per riprendersi tutto, spazzando via anche le critiche che inevitabilmente hanno finito col travolgerlo. Il resto dovrà farlo Milenkovic, baluardo della difesa: a lui toccherà il compito più delicato, quello di cercare di stringere le maglie del reparto. Dopo i due gol incassati domenica sera, l’obiettivo è quello di chiudere la prima partita stagionale senza gol al passivo. L’attenzione dovrà essere massima, anche perché di fronte ci sarà quel Twente che nelle prime quattro gare della stagione (due di campionato, altrettante nel terzo turno eliminatorio di Conference) ha subito soltanto due gol, realizzandone ben 11, in media più di due a partita giocata. Non si potrà sbagliare niente: è vero che non c’è più la regola del gol in trasferta a portare un pizzico di vantaggio alla squadra ospite, ma l’obietto è intanto quello di fare un ulteriore pieno d’entusiasmo, centrando il primo successo in campo internazionale dell’era Commisso. Che tra i pali ci sia Terracciano – come sembra – o che alla fine ritocchi a Gollini, quello che conta è andare a costruire i presupposti per un match senza nessuna sbavatura dietro: c’è da reggere l’urto degli olandesi e lo stress test è di quelli significativi, oltretutto inserito all’interno di due settimane di fuoco. Ecco perché il blocco difensivo, a prescindere dai singoli interpreti dovrà muoversi come un meccanismo perfetto, provando a sfruttare una volta di più quel “fortino” che con Vincenzo Italiano la Fiorentina è stata in grado di costruirsi tra le mura di casa. C’è da prendersi la qualificazione alla fase a gironi della competizione: è il primo obiettivo stagionale, quello da non fallire, anche perché poi, con un successo già domani, potrebbe davvero incendiarsi ancora di più il mercato. Si sta seguendo (molto) da vicino Antonin Barak del Verona e l’ingresso in campo internazionale rischia di diventare un incentivo in più da entrambe le parti per andare a rafforzare il reparto, con Bajrami rimasto lì, sullo sfondo. Prima però c’è da pensare all’Europa. C’è da salvare il soldato Quarta e da provare a far piangere il Twente.

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