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Firenze, attacco hacker ai frigoriferi di Siaf: colpita la società delle mense

di Redazione Firenze
Firenze, attacco hacker ai frigoriferi di Siaf: colpita la società delle mense

A Bagno a Ripoli violati i sistemi di controllo della refrigerazione. L’azienda assicura che il servizio non ha subito interruzioni e collabora con le forze dell’ordine

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BAGNO A RIPOLI (Firenze) Due milioni e 652mila pasti serviti in un anno, 220 dipendenti, decine di scuole e ospedali da rifornire. E dietro, una società controllata dagli enti pubblici, con i Comuni nel doppio ruolo di azionisti e clienti. Anche la Siaf di Bagno a Ripoli è finita nel mirino degli hacker che da giorni prendono di mira gli impianti di refrigerazione in mezza Europa. L’attacco è arrivato lunedì 2 novembre, quando qualcuno ha colpito i sistemi informatici che regolano le temperature da remoto. L’allarme è scattato prima che l'incursione potesse compromettere il servizio, almeno secondo quanto riferisce l’azienda, che assicura di aver circoscritto il problema senza conseguenze sulle forniture. Nessuna interruzione. Adesso però ci sono da ricostruire l'origine e le modalità dell’attacco, mentre la società mette i propri dati a disposizione degli investigatori.

La mappa delle cucine spiega la posta in gioco. Siaf prepara circa 14mila pasti al giorno per ospedali, strutture per anziani e scuole. A Bagno a Ripoli soltanto la refezione scolastica ne conta in media 1500. A Grassina, per esempio, i fornelli sono alla scuola Marconi. Poi ci sono Pontassieve, Pelago, Rufina e i comuni del Mugello. Una rete nata nel 2002 per volontà del Comune e dell’azienda sanitaria.

Oggi il 52 per cento delle quote è pubblico: il Comune di Bagno a Ripoli ne possiede il 39,07, l’Asl Toscana centro il 12,63. Gli altri sette municipi hanno partecipazioni minime. Il 48 per cento appartiene alla cooperativa Camst. I Comuni sono soci e committenti e rispondono dei pasti alle famiglie. Il bilancio 2025 parla di 17,5 milioni di fatturato. Per gestire più appalti Siaf utilizza anche il confezionamento refrigerato dei pasti.

Secondo Siaf, i controlli hanno rilevato l’anomalia nei sistemi di refrigerazione. Sono state attivate le misure per circoscrivere l’incursione e tenere aperte le cucine. L’azienda parla di «continuità del servizio, senza conseguenze sull’operatività» e assicura collaborazione alle forze dell’ordine. Ma non chiarisce come siano entrati gli hacker né se esista un legame con gli altri casi italiani e in Europa, anche perché finora è complicato poterlo stabilire con certezza.

In Sicilia almeno quattro supermercati a marchio Coop hanno visto alterare le temperature dei banchi refrigerati, con alimenti deteriorati. In Belgio e Svezia alcuni congelatori sono arrivati a cinquanta gradi. A ottobre c'erano già stati attacchi in Francia. L'Agenzia per la cybersicurezza ha ricevuto la segnalazione toscana e individuato un altro attacco contro un'azienda emiliana di surgelati. Che ci sia un'unica regia, per ora, è tutto da accertare.

A Palazzo Chigi si sono riuniti il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro Francesco Lollobrigida e i vertici della sicurezza. L’Agenzia ha chiesto alle imprese di controllare gli accessi da internet, separare i comandi dei frigoriferi dalle altre reti e sostituire i dispositivi superati. Stefano Zanero, docente al Politecnico di Milano, ricorda che molti impianti restano in funzione per decenni e sono stati connessi a internet soltanto in seguito. Il controllo a distanza aiuta a scoprire i guasti. Può anche offrire un varco agli hacker.

A Bagno a Ripoli i pasti continuano a uscire dalle cucine. Siaf dice di sorvegliare i sistemi e promette agli investigatori ogni elemento utile per ricostruire da dove sia arrivato l’attacco.

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