Sesto Fiorentino nella “guerra” del Cpr: Forza Italia prova a soffiare voti a destra
La sinistra alza il muro, ma Stella agita anche gli alleati. Il sindaco: «La città non è una cartina geografica». Funaro: «Soliti annunci». Pd e Avs: «Soluzione sbagliata ovunque»
SESTO FIORENTINO. È bastata una notte perché la bandierina azzurra piantata martedì sulla cartina della Piana diventasse un caso politico. Marco Stella indica Sesto Fiorentino come sede possibile del primo Cpr toscano e il caso esplode: autostrada, ferrovia, aeroporto, presidi delle forze dell’ordine, per Forza Italia il posto giusto. Ieri gli è tornato addosso il centrosinistra. Sara Funaro liquida la proposta come uno dei «soliti annunci della destra», Damiano Sforzi dice che Sesto «non è una cartina geografica», Avs annuncia battaglia e il Pd regionale alza il muro. Stella allora rilancia: Sesto «ha le caratteristiche giuste» e le critiche di Funaro dimostrerebbero, secondo lui, il disinteresse della sinistra per la sicurezza.
Insomma, è bufera. La proposta era arrivata ventiquattr’ore prima, dentro uno scontro nato in Consiglio regionale sui certificati medici che dichiarano alcuni stranieri irregolari non idonei al trasferimento nei Centri per i rimpatri. Monia Monni aveva consegnato i numeri dell’Asl Toscana Centro: 46 non idonei su 105 visite nel 2025 e 34 su 50 nei primi quattro mesi del 2026. Forza Italia e FdI li hanno collegati all’inchiesta di Ravenna sui presunti falsi certificati. Monni ha precisato che l’indagine non riguarda le Asl toscane e che quei numeri non provano falsificazioni. Stella e Jacopo Ferri hanno chiesto verifiche. Poi il salto politico: «La Toscana ha bisogno di un Cpr». Destinazione Sesto.
Ieri Sforzi ha risposto dal punto esatto in cui Forza Italia aveva piantato la bandierina. Quelle infrastrutture, ha detto, non circondano una terra di nessuno ma quartieri, imprese, il Polo scientifico universitario, associazioni, luoghi di lavoro. «Sesto non è e non sarà il luogo dove confinare le persone».
Funaro ha spostato il discorso sul merito: chi delinque e non ha titolo per restare deve essere rimpatriato, ma servono accordi bilaterali con i Paesi d’origine e percorsi di inclusione per chi vive fragilità. «Il resto è propaganda». Avs promette opposizione: «né a Sesto né altrove». Emiliano Fossi, segretario regionale Pd, definisce i Cpr una «risposta sbagliata ovunque». Da FdI Francesco Torselli replica che il governo intende andare avanti. Poi la dem Alessandra Nardini affonda sul fronte azzurro: «Curioso che la stessa forza politica sia contraria al Cpr che il governo vorrebbe realizzare a Pallerone e ora lo proponga a Sesto Fiorentino». Per l’assessora regionale «Forza Italia sembra applicare la logica Nimby: non nel mio giardino, giardino elettorale verrebbe da pensare nel caso di Ferri».
E Stella? In serata non arretra di un metro. E rimette Sesto sul tavolo e, rispondendo soprattutto a Funaro, ripesca i dati sulla criminalità fiorentina: 1.065 «crimini di strada» censiti nel 2025 dalla Fondazione Caponnetto e 6.507 reati denunciati ogni centomila abitanti nel dato nazionale citato dal consigliere.
«Alla sinistra questi temi non interessano», attacca. La proposta territoriale diventa così un confronto diretto sulla sicurezza nell’area metropolitana. C’è poi un’altra geografia, tutta interna al centrodestra. Fino a poche settimane fa il Cpr toscano aveva un altro indirizzo: Pallerone, ad Aulla. Giovanni Donzelli aveva insistito sulla Lunigiana, trovandosi davanti il no del sindaco Roberto Valettini e una mobilitazione locale che dal 18 settembre mantiene un presidio nell’area. Forza Italia già allora aveva distinto la necessità di un Cpr dalla scelta del luogo. Ferri sosteneva che un centro del genere avrebbe dovuto stare vicino a grandi presidi di polizia e collegamenti. Martedì gli azzurri hanno completato il ragionamento sulla carta geografica: non Aulla, Sesto. La mossa arriva mentre il centrodestra fa già i conti col 2027 e Forza Italia soprattutto con Roberto Vannacci. Futuro Nazionale nelle rilevazioni nazionali di inizio settembre è arrivato al 7,9%, davanti al 7,1% degli azzurri nel sondaggio YouTrend per Sky Tg24; due giorni fa ha accolto Tommaso Calderone, deputato eletto con Forza Italia, portando a nove i propri parlamentari alla Camera. Immigrazione e sicurezza sono due dei temi su cui Vannacci insiste da mesi. La sortita di Stella magari non sarà solo propaganda ma quantomeno somiglia a una strategia di comunicazione.
Anche perché lo spazio politico toscano non è una frontiera sconfinata a destra. FdI aveva occupato il dossier Cpr con Aulla, i futuristi di Vannacci non fanno che fare ronde e blitz col generale, Forza Italia adesso mette il proprio nome sulla proposta di Sesto, in una delle zone storicamente più ostili al centrodestra. L’effetto politico è visibile: gli azzurri si riprendono un tema che rischiava di essere raccontato soltanto con le parole dei concorrenti. E non è un caso che gli alleti tacciano. Da Fdi nessun appoggio ufficiale alla proposta. Anzi, Stella agita il fronte governativo.
A Sesto, intanto, restano la cartina e la polemica. Sforzi, Fossi, Funaro, Avs. Ma Stella, invece di togliere la bandierina, laa spinge ancora un po’ più dentro la cartina di Sesto. Perché non la proposta non si perda nella bufera generale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
