Sesto Fiorentino, lavorava in subappalto l’operaio morto nel cantiere: sequestrato il macchinario
Aperta un’inchiesta sull’incidente in cui ha perso la vita un lavoratore di 48 anni. Ancora da chiarire l’esatta dinamica
FIRENZE. Era uno dei tanti lavoratori in subappalto, come capita quasi sempre nel settore edile, l’operaio romeno di 48 anni che ha perso la vita giovedì mattina (9 luglio) all’interno del capannone in costruzione nella zona industriale dell’Osmannoro (Sesto Fiorentino) mentre livellava il pavimento in calcestruzzo.
E ora sulla morte di Cornel Teslaru Titi, residente in provincia di Treviso, cercherà di fare luce il sostituto procuratore Vincenzo Nitti, che ha aperto un fascicolo al momento senza indagati e ha nominato un consulente tecnico per chiarire la dinamica dell’incidente, le sue possibili cause, accertare se le norme di sicurezza sui luoghi di lavoro siano state rispettate e se siano state rispettate anche le regole sui subappalti.
Intanto la Procura ha disposto il sequestro del macchinario che ha ucciso Cornel Teslaru Titi. Si tratta di un livellatore laser Somiero S22, il meglio che si trova sul mercato, un aggeggio che consente di risparmiare tempo e fare un lavoro preciso. Il macchinario viene manovrato da un operatore esperto seduto sul retro e in teoria non è difficile da governare.
Giovedì mattina intorno alle 6, però, qualcosa è andato storto. La macchina si è bloccata e Cornel Titi è sceso dal sedile per controllare quale fosse il problema. L’incidente è accaduto in quel momento, quando l’operaio si è piazzato di fronte alla macchina, dotata di una lama anteriore. Forse qualcosa si è staccato, di sicuro qualcosa ha colpito al petto l’operaio e non gli ha lasciato scampo. I compagni di lavoro erano lì vicino ma sembra che lo abbiano visto quando era già a terra. La loro testimonianza potrà comunque far luce su una tragedia al momento inspiegabile.
Finora i tecnici del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro non hanno potuto esaminare nel dettaglio il macchinario perché, come detto, è stato disposto il sequestro. Lo faranno più avanti e la loro relazione sarà decisiva per capire se c’è stato un guasto meccanico o un’anomalia di funzionamento. In teoria quella macchina dovrebbe essere dotata delle sicurezze che la rendono innocua in fase di controllo.
I lavori per la costruzione di due giganteschi depositi di logistica sono stati affidati dal committente Kryalos Sgr alla Pgm di Bergamo, che a sua volta avrebbe subappaltato il livellamento della base in calcestruzzo alla B&B, l’azienda per la quale lavorava l’operaio romeno. I capannoni, in avanzato stato di costruzione, occupano una superficie complessiva di 50.000 metri quadrati, di cui 2.700 saranno destinati a uffici.
Per Cornel Teslaru Titi quello di giovedì doveva essere l’ultimo giorno di lavoro a Sesto Fiorentino. Era arrivato una ventina di giorni fa dalla provincia di Treviso e in serata avrebbe fatto ritorno alla sua famiglia, la moglie e due figli che lo aspettavano dopo tre settimane di lontananza.
L’autopsia disposta dalla Procura contribuirà a definire meglio i contorni della vicenda, anche se sulle cause della morte non ci sono particolari dubbi. Non è stato un malore a uccidere l’operaio romeno, è stato un incidente meccanico, oppure il mancato rispetto delle norme di sicurezza.
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