Firenze, aperto il nuovo ponte sull’Arno intitolato alle sorelline Nencioni: «Opera strategica per la città» – Video
Taglio del nastro stamani per il primo nuovo ponte carrabile dopo quasi mezzo secolo. L’infrastruttura collega Bellariva, Anconella e Gavinana ed è dedicata a Caterina e Nadia Nencioni, vittime della strage dei Georgofili.
FIRENZE Famiglie, ciclisti, residenti, curiosi. In centinaia, nonostante il caldo, hanno partecipato stamani all’apertura del nuovo ponte sull’Arno intitolato a Caterina e Nadia Nencioni, le due sorelline uccise dalla mafia nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, nella strage di via dei Georgofili.
Il ponte, il primo nuovo attraversamento carrabile sull’Arno aperto a Firenze dopo quasi mezzo secolo, collega via di Villamagna con lungarno Colombo, unendo Bellariva, il parco dell’Anconella e Gavinana. La cerimonia si è aperta con una passeggiata pubblica prima del via libera alle auto, poi il taglio del nastro a metà campata e la scopertura della targa dedicata alle due bambine.
Il nuovo attraversamento è lungo circa 180 metri, ha una pila in Arno e due campate. Per ora entra in funzione in assetto provvisorio: una corsia per senso di marcia e un percorso pedonale-ciclabile sul lato del viadotto Marco Polo. La terza corsia, i rivestimenti e le sistemazioni a verde saranno completati entro ottobre. «Quella di oggi è una giornata di festa. Ci sono tanti momenti nella vita da sindaca che ti porti nel cuore. Questo è uno di quelli», ha detto la sindaca Sara Funaro. La sindaca ha parlato di un momento storico per Firenze, condiviso con tanti cittadini perché «opere come questa appartengono alla città e alla sua comunità». Poi il passaggio sull’intitolazione: «Emozionante anche l’intitolazione scelta dai cittadini alle due sorelline Nencioni, Nadia e Caterina, le più giovani vittime della strage dei Georgofili».
Sul posto, oltre a Funaro, il presidente della Regione Eugenio Giani, assessori comunali e regionali, i presidenti dei Quartieri 2 e 3, i familiari di Caterina e Nadia e l’Associazione tra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili. Il nome del ponte era stato deciso con un sondaggio pubblico lanciato proprio dalla sindaca. Sulle due targhe si legge: “Ponte Caterina e Nadia Nencioni, vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili”. Una dedica che porta sul nuovo asse della mobilità fiorentina la memoria della notte dell’autobomba di Cosa Nostra, in cui morirono Caterina, Nadia, i genitori Fabrizio e Angela Fiume e lo studente Dario Capolicchio.
Per Luigi Dainelli, zio delle bambine e presidente dell’associazione dei familiari, l’inaugurazione ha un’«importanza storica». Ha spiegato che il ponte potrà diventare anche un richiamo alla ricerca della verità sulla strage, un segno capace di far nascere una domanda in chi passerà di lì e leggerà quei due nomi: «Come familiari delle vittime, vorremmo che questo ponte significasse un ponte verso la verità della strage, finalmente. Un trait d’union tra il 90% che si sa e il 10% che manca».
Il ponte è una delle opere più rilevanti collegate alla linea tranviaria per Bagno a Ripoli, perché prende il posto del ponte da Verrazzano, dove adesso potranno partire i cantieri per binari e infrastrutture necessarie al passaggio di Sirio. La sua apertura ridisegna la viabilità della zona. «Il nuovo ponte tra Bellariva e l’Anconella è il primo realizzato in città dopo mezzo secolo ed è un’opera strategica che migliorerà concretamente la mobilità e i collegamenti tra i quartieri, nell’ambito della nuova linea tramviaria per Bagno a Ripoli», ha detto Funaro. Da stamani sono stati accesi i nuovi semafori principali. In via Lapo da Castiglionchio è tornato il doppio senso, mentre nel tratto finale di via Minghetti è stato istituito il senso unico verso il lungarno.
La pendenza dell’opera, discussa sui social per le possibili difficoltà di ciclisti e persone in carrozzina, è legata alle prescrizioni idrauliche più recenti: il ponte deve garantire il deflusso dell’Arno in caso di piena. A regime la sezione stradale prevede tre corsie carrabili, due verso nord e una verso sud. Ai lati correranno i percorsi pedonali e ciclabili. «Da oggi possiamo utilizzare questa infrastruttura che sarà fondamentale anche dal punto di vista urbano e ambientale, perché restituisce ai cittadini nuovi spazi pubblici, percorsi ciclopedonali, aree verdi riqualificate e una connessione diretta tra due sponde dell’Arno», ha concluso Funaro.
Dopo la passeggiata, il nastro e la targa, sono arrivati i primi veicoli. Due corsie aperte, i semafori accesi, il cantiere ancora attorno. Il ponte Caterina e Nadia Nencioni da stamani è entrato nella viabilità quotidiana di Firenze.
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