Firenze, bloccato prima della rapina in gioielleria sul Ponte Vecchio
Trentatreenne arrestato dalla Squadra mobile: era seguito dopo il colpo da 111mila euro in un’oreficeria di Novoli. Aveva una scacciacani senza tappo rosso nascosta nella giacca
FIRENZE Aveva scelto una gioielleria a pochi passi da Ponte Vecchio, nel cuore dello shopping di lusso di Firenze. Si era avvicinato all’ingresso con una pistola scacciacani nascosta nel risvolto della giacca, priva del tappo rosso e con la canna libera, pronta per essere mostrata ai titolari come un’arma vera. Gli agenti della squadra mobile lo stavano seguendo. Quando il rischio di una nuova rapina si è fatto concreto, sono intervenuti e lo hanno bloccato.
Cosa è successo
L’uomo, 33 anni, italiano, incensurato, è stato arrestato dalla polizia il 23 maggio con l’accusa di tentata rapina aggravata. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori – che danno oggi notizia dell’accaduto – stava per entrare nel negozio per mettere a segno un nuovo colpo. La presenza degli agenti nella zona era legata a un’indagine avviata dopo una rapina avvenuta ad aprile in un’oreficeria di via Ragghianti, nell’area di San Donato, a Novoli. In quell’occasione il bottino era stato di 111mila euro in gioielli e preziosi.
Le indagini
Dopo quel colpo, la squadra mobile aveva acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza e svolto accertamenti sui veicoli utilizzati. Le verifiche avevano portato gli investigatori sulle tracce del trentatreenne. Da quel momento erano iniziati i controlli sui suoi spostamenti, anche fuori dalla Toscana, con viaggi tra il centro e il nord Italia. Il 23 maggio gli agenti lo hanno notato mentre si aggirava con atteggiamento sospetto nella zona del Ponte Vecchio. Lo hanno seguito fino alla gioielleria individuata come possibile obiettivo. La scacciacani è stata trovata addosso all’uomo durante il controllo. Per il possesso dell’arma è scattata anche una denuncia per porto abusivo. Dopo l’arresto, il trentatreenne è comparso davanti al giudice per l’udienza di convalida. Al termine dell’udienza è stato trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=ffa6a07)