L’inchiesta
‘Ndrangheta, confisca dei beni a un narcotrafficante: sequestri tra Toscana e Calabria – Chi è “Gianfranco”, usuraio vicino ai Bellocco
Operazione congiunta della guardia di finanza di Firenze e Reggio Calabria. Confisca definitiva di beni per un valore complessivo di 200mila euro
FIRENZE. Operazione congiunta dei comandi provinciali della Guardia di Finanza di Firenze e Reggio Calabria, supportata dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (Scico), ha portato all'esecuzione di un decreto della Corte d'Appello di Reggio Calabria che dispone la confisca definitiva di beni per un valore complessivo stimato in circa 200 mila euro a carico di Francesco Morano, detto “Gianfranco”, 58 anni, narcotrafficante e usuraio calabrese, con accertati legami, in base alle sentenze di condanna, con la cosca ''Bellocco'' di Rosarno (Reggio Calabia), una delle più note articolazioni della 'Ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro.
I beni sequestrati
Il provvedimento, emesso ai sensi del Codice Antimafia, riguarda sia la sfera personale - con la sorveglianza speciale e obbligo di soggiorno nel comune di residenza per quattro anni - sia quella patrimoniale. Tra i beni confiscati figurano un'imbarcazione da pesca lunga circa 16 metri, tre autoveicoli, un fabbricato, una società e disponibilità finanziarie. Il patrimonio era già stato oggetto di confisca di primo e secondo grado dalle Sezioni Misure di Prevenzione del Tribunale e della Corte d'Appello di Reggio Calabria, poiché sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dall'indagato, confermando la sua rilevante capacità di accumulo illecito di ricchezza in relazione alle attività criminali esercitate.
Chi è Francesco Morano
Francesco Morano, attualmente detenuto nel carcere di Sulmona, è noto alle cronache giudiziarie sin dalla fine degli anni '90 per una pericolosità sociale sia qualificata sia generica, come emerge dalle operazioni antimafia condotte sia a Reggio Calabria sia in Toscana. In particolare, è stato coinvolto nelle operazioni denominate: ''Magma'', condotta dal Gico. di Reggio Calabria sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia locale, conclusasi nel novembre 2019 con 45 provvedimenti cautelari, che gli ha valso una condanna a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di sostanze stupefacenti; "Erba di Grace'', condotta dal Gico di Firenze sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, che ha portato a una condanna a 4 anni di reclusione per traffico di droga in provincia di Pistoia, confermata in appello nel 2022; ''Buenaventura'', sempre a Firenze, che ha portato alla condanna in primo grado a 8 anni di reclusione per reati contro la persona e il patrimonio, in particolare per estorsioni aggravate dal metodo mafioso e attività usuraie nei confronti di un imprenditore senese del settore tessile, con tassi d'interesse fino al 66% annuo.
La confisca definitiva
In seguito a queste operazioni, la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in collaborazione con quella di Firenze, ha delegato ai Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria - Gico di entrambe le province - specifiche indagini economico-patrimoniali, finalizzate a individuare e sequestrare i beni acquisiti illecitamente. Dopo accurate verifiche, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria aveva disposto dapprima il sequestro e successivamente la confisca di primo grado dei beni. La Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria ha confermato la misura anche in secondo grado presso la Corte d'Appello, e la successiva impugnazione in Cassazione è stata respinta, consolidando la confisca definitiva.
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