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Firenze, addio al professor Gian Franco Gensini – «Lascia un vuoto enorme nella medicina italiana»

di Redazione web

	Gian Franco Gensini, aveva 80 anni
Gian Franco Gensini, aveva 80 anni

Si è spento all’età di 80 a Careggi, l'ospedale fiorentino al quale ha dedicato gran parte della sua vita professionale

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FIRENZE. Il professore Gian Franco Gensini, protagonista di spicco della sanità fiorentina e toscana degli ultimi decenni, è morto all'età di 80 anni a Careggi, l'ospedale fiorentino al quale ha dedicato gran parte della sua vita professionale. L'annuncio della scomparsa è stato dato dall'Università di Firenze, dove è stato a lungo docente di Medicina interna.

La carriera

Nato a Firenze il 13 maggio 1945, allievo di Gian Gastone Neri Serneri, Gensini si era formato nell'Ateneo fiorentino, al quale ha legato l'intero percorso della sua vita professionale, contribuendo in modo determinante al suo sviluppo scientifico, didattico e istituzionale. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di responsabilità, tra cui la presidenza prima del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e poi della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Studioso di riconosciuto prestigio internazionale, ha dedicato la propria attività scientifica, attestata anche da oltre 650 pubblicazioni, allo studio delle malattie cardiovascolari, con particolare attenzione ai processi aterotrombotici, alla prevenzione e all'appropriatezza clinica, contribuendo in modo significativo all'avanzamento delle conoscenze in ambito della medicina interna e della cardiologia con uno sguardo attento alla innovazione, alla medicina personalizzata e all'approccio One Health. Ha contribuito in modo determinante all'affermazione di una medicina fondata sull'evidenza scientifica e sulla centralità del paziente. Clinico di grande esperienza e umanità, punto di riferimento per generazioni di allievi, è stato direttore di Unità Operative Cliniche nel Policlinico di Careggi e poi, fino alla quiescenza, direttore del Dai Cardiologico e dei Vasi.

Il cordoglio della sindaca

Immediato il cordoglio della sindaca di Firenze, Sara Funaro, attraverso una nota. «Profondo cordoglio per la scomparsa del professor Gian Franco Gensini. Medico, docente, nel corso della sua carriera è stato preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'ateneo fiorentino e direttore del dipartimento cardiologico di Careggi, tra i più grandi e importanti d'Italia: lascia un vuoto enorme nel mondo della medicina italiana e nella comunità scientifica.

La sua carriera è stata caratterizzata da grande visione e lungimiranza, ha lavorato negli anni sullo sviluppo della medicina digitale e più in generale sull'innovazione nei modelli organizzativi e assistenziali, anticipando trasformazioni che oggi sono centrali nel sistema sanitario. Ha legato indissolubilmente il proprio nome a Careggi, contribuendo in modo determinante alla sua affermazione come polo di eccellenza clinica, didattica e di ricerca e formato generazioni di medici, lasciando un segno indelebile riconosciuto ben oltre i confini regionali. Conserverò il suo ricordo non solo di grande professionista ma di figura sempre presente e pronta al confronto con le istituzioni. Alla sua famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui, giungano le più sentite condoglianze da parte dell'amministrazione e della città di Firenze», ha concluso la prima cittadina. 

«Un simbolo della nostra sanità»

Sulla scomparsa di Gensini è intervenuta anche la presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Stefania Saccardi. «Firenze e la Toscana perdono oggi una figura autorevole, che ha segnato la sanità e l'università del nostro territorio. Con la scomparsa di Gianfranco Gensini viene a mancare un punto di riferimento importante per il mondo accademico e per l'intera comunità».

«Ho avuto modo di conoscere bene il professor Gensini - prosegue Saccardi - e di lavorare a lungo con lui durante la mia esperienza da assessore alla sanità: in quegli anni ho potuto apprezzarne da vicino non solo la competenza e il rigore scientifico, ma anche la passione autentica per il servizio pubblico e per il miglioramento della sanità. Il suo contributo è stato concreto e incisivo, e ha accompagnato una fase importante di crescita del nostro sistema sanitario regionale. Chi lo ha conosciuto sa quanto fosse esigente, ma anche quanto credesse nella formazione e nella responsabilità delle nuove generazioni. Ha contribuito a far crescere medici e professionisti, trasmettendo non solo conoscenze, ma un modo di intendere la medicina come impegno quotidiano e responsabilità verso gli altri. Alla sua famiglia - conclude la presidente Saccardi -, ai suoi allievi e a tutti coloro che hanno condiviso con lui un percorso umano e professionale, esprimo il più sincero cordoglio del Consiglio regionale della Toscana». 

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