Ex Lupi di Toscana, 236 case ad affitti calmierati per 15 anni. Poi prelazione agli inquilini per il “rent to buy”
Canoni da 600 euro nel nuovo quartiere. Social housing da 55 milioni con parco, servizi e studentato pubblico. Funaro: «Opportunità per famiglie e lavoro»
FIRENZE Duecentotrentasei alloggi con garage e cantina a canone calmierato. È il progetto di social housing dell’ex Caserma Lupi di Toscana, presentato ieri mattina a Palazzo Vecchio, che permetterà di vivere in un appartamento di 75 metri quadrati con circa 600 euro al mese. «Un intervento - ha detto la sindaca Sara Funaro - che offre alle famiglie l’opportunità di accedere ad alloggi sostenibili e che allo stesso tempo rafforza l’attrattività della nostra città per chi ci vive e per chi ci lavora».
Prelazioni
La costruzione dei nuovi alloggi comincerà all’inizio del 2027 per terminare a fine 2029. Il Comune a quel punto selezionerà con appositi bandi i nuclei familiari assegnatari che potranno usufruire per 15 anni di un affitto calmierato. Il canone imponibile, spiegano dal Comune di Firenze, è fissato a 8 euro il metro quadrato al mese. Riassumendo: circa 600 euro al mese, oltre oneri accessori e imposte, per un appartamento di 75 metri quadrati con garage e cantina, ma ci saranno anche altre tipologie di alloggi (monolocali, bilocali) e quindi canoni di importi diversi. «Questo progetto contribuisce inoltre a creare le condizioni per un vero ascensore sociale - aggiunge Funaro - fondamentale per la crescita delle comunità». Il riferimento è a quello che succederà al termine dei 15 anni di affitto calmierato: un doppio diritto di prelazione. Il primo rivolto agli inquilini che, se vorranno, potranno acquistare l’alloggio con una formula molto simile al "rent to buy". Nel caso invece l’inquilino non volesse acquistarlo, sarà allora il Comune a esercitare il diritto di prelazione sull’alloggio, rimettendo «in circolo abitazioni a canone calmierato», precisa la sindaca, che ribadisce anche come il progetto di rinascita dell’ex Lupi di Toscana sia stato «costruito anche attraverso un processo partecipativo che ha visto i cittadini contribuire alla definizione delle funzioni dell’area».
L’Isolotto Due
L’assessora all’urbanistica Caterina Biti non nasconde la soddisfazione. «Sarà come un Isolotto 2, un Isolotto degli anni 2020 - dice - e ne siamo molto orgogliosi. Costruiamo un nuovo pezzo di città: non è un isolato nel quale facciamo un intervento di trasformazione ma uno spazio enorme in cui riusciremo a costruire alloggi in social housing e molto altro - aggiunge - Ci sarà un intervento privato che proviene da una permuta del Quartiere 5, l’area dell’ex Gover, e poi uno studentato interamente pubblico fatto da Casa Spa con fondi del Comune e del Ministero. In più ci saranno dei servizi - conclude - ci sarà un grande parco e una viabilità completamente nuova». A costruire gli alloggi, a fronte della concessione del diritto di superficie, sarà il fondo Abitaequo (gestito da Investire SGR ndr), il soggetto che si è aggiudicato la procedura ad evidenza pubblica promossa dal Comune di Firenze. Si occuperà della costruzione degli alloggi e anche di tutte le opere di urbanizzazione. Il grande viale centrale del nuovo quartiere sarà interamente pedonale e sul lato nord verranno distribuiti gli edifici per il social housing. Verranno predisposti orti sociali e anche un asilo nido (0-6), che verrà realizzato in un edificio già esistente.
Investimenti
L’investimento è di 55 milioni di euro: 35 vengono dal fondo Nazionale dell’Abitare (CDP Real Asset SGR), 15 milioni dalla Fondazione CR Firenze e 4 milioni dalla valorizzazione delle aree comunali. «Il progetto Lupi di Toscana è innanzitutto un progetto di rigenerazione di un luogo abbandonato da troppi anni, che con questa iniziativa viene restituito alla città con finalità sociali - dice Bernabò Bocca, presidente della Fondazione CR Firenze - motivo per cui la nostra fondazione si è impegnata a fondo, insieme a CDP RA e a Investire SGR. Stimiamo, sulla base dei valori attuali che ogni appartamento potrà generare vantaggi di oltre 7.000 euro/annui, ovvero 1,7 milioni di euro annui di risparmi sui normali canoni di locazione richiesti per abitazioni in quella zona. Questo è il vero motivo che ci ha spinti ad investire 15 milioni di euro nel progetto - spiega - La Fondazione CR Firenze, come già avvenuto per Villa Monna Tessa e per gli investimenti del Fondo Housing Toscano, ha svolto un ruolo di sentinella sul territorio, capace di mettere in relazione grandi investitori nazionali con bisogni locali reali. Abbiamo attratto capitali pazienti - conclude Bocca - generando un effetto leva significativo e duraturo». Nell’intervento del presidente di Fondazione CR Firenze, c’è spazio anche per una risposta diretta alle recenti polemiche legate a presunte operazioni speculatorie. «Pensando alle parole con cui descrivere questo intervento ho trovato "Capitali responsabili - dice - Noi non facciamo politica, diamo risposte alle famiglie e quei seicento euro al mese sono la migliore risposta alle polemiche: qui nessuno fa speculazione».
