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Firenze, Funaro inaugura il format e va in tour nei quartieri: così la sindaca dà una mano al Pd a riallacciare il filo con gli “esclusi” dalla città degli affitti alle stelle

di Mario Neri
Firenze, Funaro inaugura il format e va in tour nei quartieri: così la sindaca dà una mano al Pd a riallacciare il filo con gli “esclusi” dalla città degli affitti alle stelle

Si chiama "Buon pomeriggio sindaca". Dal 6 marzo prima tappa nel Q3. Gli incontri si potranno prenotare online, ma Sara va anche nelle case. Ecco chi le ha suggerito la nuova strategia

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FIRENZE Sara in mezzo a voi. No, non come il Lello splendor di Panariello, più come certi leader della sinistra urban e di strada. La sindaca inaugura il suo format con un titolo da trasmissione tv educata ma pop - "Buon pomeriggio sindaca" - e dentro ci mette una piccola operazione politica: scendere di un piano, forse due, e farsi trovare nelle sedi dei Quartieri, tra le sedie di plastica e i faldoni delle segnalazioni.

Dal 6 marzo si parte con il Q3, poi Q1, Q2, Q5 e Q4, sempre dalle 14.30 alle 18. Prenotazione online, posti limitati, ma con un dettaglio che fa racconto: se qualcuno non può muoversi, sarà lei ad andare a casa. L’istituzione che attraversa l’androne e sale le scale per ascoltare problemi, proposte e pure le critiche, i berci dei fiorentini che non le vogliono mandare a dire. È un’immagine studiata, certo, ma non per questo meno efficace. L’annuncio arriva nel giorno della Manifattura delle idee, da dove Dario Nardella lancia la sua corrente, quella dei riformisti temperati, costola e non spina nel fianco del Nazareno. Sul palco c’è anche Silvia Salis, sindaca che ha fatto della mescolanza tra politica alta e periferie una grammatica social. Firenze si sintonizza con Genova. La politica glocal, si sa, è un laboratorio che macina consensi e moltiplica l’immagine.

Una evoluzione di "Sara is in", il viaggio fra la gggente fatto in campagna elettorale con il suggerimento dello spin doctor Giovanni Diamanti. Funaro racconta il format come «un dialogo faccia a faccia per rendere l’amministrazione più vicina ed accessibile». La parola è "vicina". Ripetuta con insistenza quasi affettiva, come se il problema fosse prima di tutto sentimentale. E in parte lo è. Perché il Pd fiorentino, nel suo fortino, ha avvertito un colpo sordo alle ultime regionali. Un crollo inatteso proprio dove l’autosufficienza era diventata abitudine. C’è una radiofrequenza da ristabilire con quel popolo urbano che non abita più il centro ma nemmeno si riconosce nella narrazione da cartolina. Gli "espulsi" dalla città degli affitti alle stelle, delle case-vetrina e degli stipendi normali. Funaro, nelle scorse settimane, aveva già mandato un messaggio ai critici delle scelte urbanistiche: meno salotti nobili, più Novoli e Piagge. Tradotto: scendete dal parquet, venite sull’asfalto. Il format è la versione ordinata di quella sfida. Prova a farsi traino di un partito in affanno.

Non la piazza improvvisata ma l’ascolto su appuntamento. Niente comizi, colloqui. Una pedagogia della prossimità che si accompagna a un’altra mossa, più strutturale: il rafforzamento dei Quartieri. Più poteri sulla manutenzione ordinaria di strade e verde, incontri semestrali con assessori e dirigenti, incremento di personale nel prossimo piano organizzativo. Decentramento come parola d’ordine. «È un primo passo per garantire più funzioni e più centralità ai Quartieri», dice la sindaca. La frase è sobria, ma dentro c’è una scelta: condividere il potere significa anche condividere l’usura. Se una buca resta aperta o l’erba cresce troppo, il bersaglio non sarà più soltanto Palazzo Vecchio. È un modo per responsabilizzare e, insieme, allargare la trincea. Una narrazione elegante del potere: la sindaca che si fa popolare senza diventare populista.

E mentre annuncia incontri nei Quartieri, alza lo sguardo oltre i confini. Nel videocollegamento con Kiev ricorda i sessant’anni dal gemellaggio e l’alluvione del ’66, quando furono gli ucraini ad aiutare Firenze. E invita il sindaco Vitalij Klycko a tornare per ricevere le Chiavi della città.

Alla fine, "Buon pomeriggio sindaca" è un titolo gentile per una partita più ruvida. Riconquistare un elettorato distratto o stanco, riannodare il filo con i quartieri che non fanno copertina, dimostrare che la politica può ancora bussare e ascoltare. In mezzo a voi, appunto. Con il taccuino in mano e la consapevolezza che, in una città come Firenze, la distanza non è mai solo geografica. Certo, ci saranno quartieri tosti, dove il confronto sarà scontro. Basterà non sottrarsi, sarà comunque un buon pomeriggio.

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