Italia
Firenze, i precari degli Uffizi reclamano un lavoro vero
La protesta di chi ha perso il posto dopo il cambio di appalto nei musei fiorentini
PRATO. Oltre cento persone hanno partecipato oggi pomeriggio, 4 dicembre, al presidio dei lavoratori precari dei musei fiorentini organizzato dal sindacato Sudd Cobas nel piazzale degli Uffizi. I lavoratori che hanno perso il posto dopo il cambio dell’appalto reclamano l’assunzione e il rispetto del contratto di lavoro, ma finora non è partita una vera trattativa.
«Le aziende che gestiscono l'appalto continuano a fare orecchie da mercante alle richieste di incontro del sindacato – sostiene il Sudd Cobas – ma ancora più gravi sono il silenzio e le responsabilità del ministero della Cultura. È indecente che in un appalto pubblico si possa trascorrere una vita tra co.co.pro. e contratti a scadenza e poi essere liquidati così, per fare posto a lavoratori ancora più precari. Anche le condizioni di lavoro dei lavoratori a tempo indeterminato sono peggiorate in seguito all’ultimo cambio di appalto. C’è bisogno di superare completamente il modello con cui gli appalti dei musei fiorentini sono stati portati avanti negli ultimi venti anni e che ha prodotto un esercito di precari oltre a dividere tra lavoratori di serie A e serie B che svolgono le stesse mansioni con contratti e salari diversi».
«Le Gallerie degli Uffizi non conoscono crisi – ricorda il sindacato – confermandosi il museo più visitato d’Italia con cinque milioni di visitatori annui e battendo ogni anni i record di incassi. È l’ora che conoscano anche il rispetto della dignità e dei diritti di chi lavora. È l’ora che tutti i precarie e le precarie vengano stabilizzati: è da molti anni che avrebbero già dovuto avere un contratto a tempo indeterminato. Su questo pretendiamo una forte presa di posizione anche da parte del direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde». Nei prossimi giorni una delegazione sindacale sarà ricevuta dall’assessore del Dario Danti. «Al Comune e alla Regione chiediamo di sostenere questa battaglia di civiltà» dice il Sudd Cobas.
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