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Gaza, Firenze spegne la Torre d’Arnolfo per protesta contro il piano di invasione di Israele

Gaza, Firenze spegne la Torre d’Arnolfo per protesta contro il piano di invasione di Israele

La città aderisce alla protesta simbolica contro il piano militare previsto nella Striscia, chiedendo pace, aiuti e cessate il fuoco. Funaro: “Non ci voltiamo dall’altra parte, difendiamo i diritti umani e la dignità di ogni persona”

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FIRENZE Firenze spegne la Torre di Arnolfo e le porte storiche della città per una notte intera, in segno di protesta contro il piano di Israele per il controllo militare della Striscia di Gaza. La decisione, annunciata dalla sindaca Sara Funaro, arriva come risposta simbolica a quella che Palazzo Vecchio definisce “una tragedia umanitaria di proporzioni inaudite”.

L’iniziativa, spiega Funaro, vuole dire “no” al progetto approvato dal gabinetto di sicurezza guidato da Benjamin Netanyahu e denunciare “le atroci e disumane azioni del premier israeliano e del suo governo”. Lo spegnimento delle luci, sottolinea la sindaca, “è un gesto simbolico ma forte, capace di accendere le coscienze”: un invito a fermare un massacro che, secondo la prima cittadina, “sta violando i diritti umani e sembra non avere fine”.

Nelle dichiarazioni ufficiali, Funaro, sindaca di Firenze ma anche componente della comunità ebraica fiorentina, richiama i valori di Firenze come città di pace e di dialogo, impegnata nella solidarietà internazionale. “Non ci voltiamo dall’altra parte – afferma –. Chiediamo il cessate il fuoco sui civili palestinesi, aiuti umanitari immediati per una popolazione in ginocchio, la liberazione degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas e la pace tra israeliani e palestinesi”.

Lo spegnimento delle luci della Torre di Arnolfo e delle porte storiche non è nuovo a Firenze, che in passato ha adottato gesti simili per manifestare vicinanza alle vittime di guerre e catastrofi. Questa volta, il segnale arriva in un momento di alta tensione internazionale, mentre il conflitto tra Israele e Hamas continua a colpire duramente la popolazione civile di Gaza e il dibattito globale si concentra sulle modalità di intervento e sulle responsabilità politiche.

Con le luci spente, Firenze sceglie di esprimere la propria contrarietà a un piano militare che ritiene incompatibile con i principi di umanità e giustizia. Un gesto silenzioso, ma pensato per risuonare ben oltre i confini cittadini.

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