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Lavoro e viabilità

Firenze, Enel trasferisce 220 lavoratori: «Rischio ingorghi a Rifredi»

di Mario Neri
Firenze, Enel trasferisce 220 lavoratori: «Rischio ingorghi a Rifredi»

La denuncia di Cgil, Cisl e Uil: la zona rimarrà senza posti auto

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FIRENZE. Non solo disagi per i lavoratori, ma il rischio è l’ingorgo alla viabilità in una zona già molto complessa e trafficata. Perché oltre duecento persone in più che si spostano con le loro auto potrebbero mandare in tilt la zona fra lo Statuto e piazza Dalmazia. È l’allarme lanciato dalla Cgil sul trasferimento di 220 lavoratori di società del Gruppo Enel dalla sede storica di via Quintino Sella/Lungarno Colombo alla cosiddetta "Cittadella Enel" in via Corridoni/via Bini, attualmente in fase di ristrutturazione.

Un’area, spiega il sindacato, già oggi congestionata e fragile, che a breve vedrà insediarsi complessivamente oltre 400 dipendenti, con gravi ripercussioni sulla viabilità, sulla vivibilità del quartiere e sulla qualità della vita dei lavoratori. «Nonostante le numerose criticità evidenziate dai sindacati, le istituzioni locali hanno preferito voltarsi dall’altra parte. Nessuna risposta. Nessun confronto. Nessuna presa in carico delle problematiche sollevate. Un atteggiamento che lascia a dir poco perplessi e sgomenti», dicono Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil Toscana denunciando «un silenzio che fa rumore a Firenze».

Per queste ragioni, i sindacati hanno indetto una giornata di sciopero per la giornata di giovedì 29 maggio (lo sciopero riguarderà il personale del Gruppo Enel con sede di lavoro nel Comune di Firenze, eccetto quello di E-Distribuzione che comunque sarà in sciopero lo stesso in quel giorno per via di una vertenza nazionale sull’organizzazione del lavoro). Nell’occasione, è previsto un presidio di lavoratori e sindacati a Firenze in via Cavour davanti alla Prefettura ore 10-12.

I sindacati non hanno avanzato lamentele generiche, ma posto questioni concrete, con ricadute tangibili sull’intera comunità. E sono convinti che il trasferimento porterà a un peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori: i nuovi spostamenti casa-lavoro diventeranno più lunghi, complessi e costosi. Per molti dipendenti significherà più tempo nel traffico, meno tempo per la famiglia.

Si registrerà assenza di parcheggi: nel progetto di ristrutturazione non è previsto alcun parcheggio per il personale. Anzi, verranno cancellati quelli esistenti. Il risultato? Una pressione insostenibile sulla sosta in tutta l’area e una vera e propria sottrazione di spazi ai residenti. Inoltre, lamentano la totale assenza di confronto con i sindacati: Enel ha ignorato ogni proposta di mitigazione avanzata dalle rappresentanze dei lavoratori. E le istituzioni, anziché intervenire per facilitare il dialogo, di fatto, «hanno avallato l’operazione con il loro silenzio».

Infine, i sindacati esprimono dubbi sulla legittimità del progetto urbanistico e hanno chiesto di verificare se l’incremento della Superficie utile lorda (Sul) sia conforme al Regolamento Edilizio del Comune di Firenze (art. 22). «In un momento in cui si parla tanto di transizione ecologica, sostenibilità, qualità urbana, il trasferimento in via Corridoni sembra andare nella direzione opposta: più auto, più traffico, meno vivibilità. E soprattutto nessuna pianificazione condivisa». La richiesta di un incontro urgente con gli amministratori per ora è «rimasta lettera morta, anche quando le regioni del sindacato hanno trovato ampia condivisione nei residenti del quartiere di Rifredi. Un fatto gravissimo ed inaccettabile in una democrazia che si voglia partecipata».

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