Il Tirreno

Firenze

Indagini in corso

Kata, simulata la fuga dall’Astor: il muro del cortile dell’ex hotel scavalcato portando via un trolley

di Matteo Leoni

	Il sopralluogo dei carabinieri nell’ex hotel Astor, Kataleya e Katherine Alvarez madre della bimba scomparsa
Il sopralluogo dei carabinieri nell’ex hotel Astor, Kataleya e Katherine Alvarez madre della bimba scomparsa

Si lavora ancora per ricostruire la via di fuga usata dai rapitori per scappare dall’ex hotel

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FIRENZE. Non si fermano le indagini sulla scomparsa della piccola Kata, la bambina come svanita dall’ex hotel Astor il 10 giugno del 2023. A più di un anno dai fatti, la procura di Firenze è ancora al lavoro nella speranza di riannodare i fili della storia, di dare un senso alla trama apparentemente slegata di indizi che ha in mano. Si lavora ancora per ricostruire la via di fuga usata dai rapitori per scappare dall’ex hotel. A questo riguardo, proprio nei giorni scorsi gli inquirenti avrebbero effettuato un test sul campo, che confermerebbe la presunta via di fuga da via Monteverdi. Gli investigatori infatti avrebbero scavalcato il muro del cortile dell’ex hotel Astor, portando con loro una valigia trolley, con all’interno dei pesi per simulare la presenza della bambina. La simulazione avrebbe dato esito positivo, confermando la possibilità di far arrivare la valigia al di là del muro, in modo da entrare nel cortile del palazzo vicino, quello che ha un’uscita su via Monteverdi che non è controllata da telecamere.

In questa fase si tenta il tutto per tutto, anche su richiesta della madre della piccola, Katherine Alvarez. Oggi la pm della Dda Christine Von Borries affiderà l’incarico al genetista Ugo Ricci per la ricerca di dna su tre reperti: un peluche, che sarebbe appartenuto a Kata, un secchio e uno straccio. Si cerca il dna della piccola ma non solo, anche quello dei due indagati, ossia gli zii Abel Argenis Alvarez Vasquez (materno) e Marlon Edgar Chicllo Romero (paterno). Senza escludere altri eventuali profili genetici che potrebbero emerge della analisi di laboratorio.

Stando a quanto emerso, i tre reperti sarebbero stati trovati in una stanza dell’ex hotel molto vicina a quella dove viveva Kata con la mamma e il fratellino, occupata da una famiglia di origine romena. Il peluche sarebbe stato preso da un bimbo romeno, che lo aveva chiesto allo zio di Kata, dopo la scomparsa della bimba.

Le ipotesi investigative al momento restano quattro, come precisato di recente dal procuratore di Firenze Filippo Spiezia: quella che il rapimento della piccola sia maturato nell’ambito di una storia di traffico di droga, quella dello scambio di persona con la bimba che quel pomeriggio giocava insieme a Kata nel cortile, quella del racket delle camere e quella degli abusi sessuali.
Nell’inchiesta per sequestro di persona sono indagati lo zio materno della bimba, Abel Argenis Alvarez Vasquez, difeso dall’avvocato Elisa Baldocci, e lo zio paterno Marlon Edgar Chicllo Romero, difeso dall’avvocato Tommaso Melani. Anche i loro legali parteciperanno domani al conferimento dell’incarico al genetista.

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