Il Tirreno

Firenze

L’indagine

Firenze, un impero nella ristorazione con i fondi incassati a nero: il sistema, gli indagati e tutti i locali finiti nell’inchiesta

di Pasquale Petrella
Firenze, un impero nella ristorazione con i fondi incassati a nero: il sistema, gli indagati e tutti i locali finiti nell’inchiesta

A capo della banda, secondo i pm ci sarebbero Bigi e Kamami. Indagato anche l’ex portiere Taglialatela con l’Ischia calcio. Investiti 13,5 milioni in circa dodici anni con l’acquisizione di oltre una trentina di attività commerciali

28 maggio 2024
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FIRENZE. Dal 2012 a oggi avrebbero fatto investimenti per circa 13,5 milioni di euro, acquistando o prendendo in affitto 31 attività ristorative, che si trovano principalmente nel centro storico di Firenze, due alberghi, attività di noleggio auto, attività di produzione di birra, oltre all’acquisto di una Ferrari 296 gtb, di lingotti d’oro, gioielli e diamanti. Ed infine l’acquisto anche del 50% delle quote della società di calcio dilettantistica dell’Ischia calcio (pagate ufficialmente poco più di 9mila euro e di fatto versati 100mila a nero), coinvolgendo nell’operazione fraudolenta anche l’ex portiere Giuseppe Taglialatela in qualità di legale rappresentante della società sportiva campana, che risulta a sua volta fra gli indagati.

Secondo la procura di Firenze che ieri mattina ha disposto una serie di perquisizioni personali e delle attività alla ricerca soprattutto di riscontri informatici alle ipotesi di accusa, l’impero costruito in questi ultimi dodici anni a Eluert Kamami, nato a Elbasan in Albania 40 anni fa, residente a Firenze e Alessandro Bigi, 49 anni, residente anche lui nel capoluogo toscano, sarebbe il frutto di una strategia illegale che si muoveva dalla raccolta di tutte le entrate a nero che venivano fatte nelle attività di ristorazione senza emettere scontrino, per sottrarle a queste ditte e usarle per acquistare le altre attività, che venivano pagate a loro volta in gran parte a nero. A prestarsi alle manovre finanziarie illegali c’erano anche Albiona Ziaj, 39 anni, residente a Firenze con un ruolo apicale perché era insieme ai due imprenditori, colei che riceveva giornalmente il denaro contante riscosso a nero nelle varie attività commerciali.

Consegna che avveniva da parte degli altri dipendenti, tutti consapevoli dell’attività illecita e per questo a loro volta indagati: Gazment Kociu, 50 anni; Redon Marku, 40; Samir Houjeiri, 39; Eros Gjona, 34; Orkes Kamami, 35.

Le accuse quindi parlano di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, all’appropriazione indebita e all’autoriciclaggio. Ieri mattina la Direzione distrettuale antimafia che conduce le indagini con il pubblico ministero Christine Von Borries, il procuratore aggiunto Luca Tescaroli sotto la direzione del procuratore capo Filippo Spiezia, sono state disposte con l’ausilio delle unità cinofile cash dog dei Gruppi di Bologna, Rimini e Firenze, ventitrè perquisizioni personali, domiciliari e locali nelle province di Firenze, Livorno e Napoli.

Contestualmente, la Procura Speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata di Tirana, nell'ambito di una squadra investigativa comune costituita con il coordinamento di Eurojust, ha disposto l'esecuzione di perquisizioni a Valona, Tirana, Durazzo, Elbasan, a cura del National Bureau of Investigation (Nbi).

I ristoranti, l’hotel il bed & breakfast finiti nell’inchiesta sono: Osteria del Proconsolo, Il Cavallino, Gustavino Enoteca Ristorante, Braceria dei Tre Amici, Ponte Vecchio, Osteria del Fiore Ristorante Pizzeria, Bisteccheria Santa Croce, Trattoria de Pitti, Orcagna, Hosteria Antico Bottaio, Sasso di Dante, Santa Maria Novella, Casa del Vin Santo, Osteria da Caterina, Locanda Fiorentina, Trattoria Giovanni, Lo Spuntino di Pesce, Museo della Bistecca, Osteria San Fiorenzo, Borgo Saccardi, Tre Pepi, Osteria Le Pietre Bisteccheria, La Tenda Rossa (ex Rossopomodoro), Cimatori 30 Osteria, Il Caminetto, Palapa, l’hotel Ferdinando II De’ Medici, il bed & breakfast Black 5 Florence Suit.

A Taglialatela, 55 anni, oggi legale rappresentante dell’Ischia Calcio e con trascorsi nella Fiorentina e nel Napoli, viene contestata anche l’emissione di due false fatture da 40mila euro ciascuna subito a ridosso dell’operazione di vendita del 50 per cento delle quote della proprietà dell’Ischia calcio.

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