Il presidio
Modigliani il grande ritorno
Al Novecento esposto l’unico autoritratto, proveniente da San Paolo, del grande pittore In mostra i celebri maestri del ventesimo secolo per festeggiare i dieci anni del museo
FIRENZE. L’unico autoritratto di Amedeo Modigliani è abitualmente conservato in Brasile dal 1946. Per festeggiare i dieci anni di vita del museo Novecento, è tornato eccezionalmente in Italia – proveniente dal Museo di arte contemporanea di San Paolo – ed è visibile fino al prossimo settembre nella mostra dal significativo titolo “Ritorni. Da Modigliani a Morandi” allestita al secondo piano delle ex-Leopoldine.
Il dipinto era uno dei gioielli acquistati nel 1938 da Alberto Della Ragione, collezionista illuminato che dovette però rivenderlo solo sei anni dopo, con grande dispiacere dell’ingegnere che scriveva all’amico Birolli: «Circa la cessione del Modigliani sono sicuro anch’io che mi pentirò, ma è proprio questa certezza che nobilita il sacrifizio fatto non per me, ma per coloro i quali hanno diritto di poter contare su di me checché avvenga», finanziando con il ricavato artisti più giovani che venivano rifiutati dai galleristi perché troppo sperimentali o per ragioni politiche.
Accanto all’eccezionale opera di Modì, una delle ultime che l’artista dipinse prima di morire, sono esposti anche altri capolavori di alcuni tra i più influenti maestri italiani del secolo scorso, inizialmente acquistate da Alberto Della Ragione e poi vendute a collezionisti privati o finiti in musei italiani ed esteri.
Una ventina di lavori di valore assoluto, in tutto, da Carrà a Guttuso, da Soffici a Funi, a Casorati, a Morandi e molti altri, a testimonianza del fiuto e della grande passione di Della Ragione per l’arte.
Il museo Novecento è nato proprio sulla base del nucleo di quasi duecentocinquanta opere donate dal mecenate alla città di Firenze nel 1970, come simbolico risarcimento per le perdite subite durante l’alluvione di pochi anni prima.
In occasione di questo primo decennale, il direttore Sergio Risaliti ha voluto rintracciare i principali capolavori che Della Ragione aveva venduto prima della donazione con l’obiettivo di riunirli nuovamente tutti insieme.
«Nel 2018, al mio arrivo alla direzione di questo museo, avevo sognato di riunire al nucleo principale della collezione Alberto Della Ragione una serie di opere dalle quali l’ingegnere nel tempo si era separato, e che poi sono state acquisite, per vie diverse, in alcuni dei principali musei d’Italia e del mondo dove, ancora oggi, si trovano conservate», sottolinea il direttore Risaliti.
Grazie al lavoro di Chiara Toti e di Eva Francioli, le due curatrici della mostra, con Risaliti, che si è aperta ieri, è stato possibile contattare i vari proprietari per coinvolgerli in questo omaggio: «Volevamo offrire alla città una forte emozione e la possibilità di approfondire la conoscenza di un percorso estremamente significativo della cultura del ventesimo secolo che ha visto coinvolti in stretto sodalizio gli artisti e il loro mecenate», conclude Risaliti.
Così, accanto ai lavori metafisici di Giorgio Morandi e a quelli di Carlo Carrà, si ritrovano le opere degli artisti del gruppo milanese Corrente, di quelli della scuola Romana, oltre alla celebre crocifissione di Guttuso della Galleria Nazionale d'Arte Moderna, acquistata da Alberto Della Ragione per sostenere l’artista e in seguito restituitagli.
Opere che rappresentano dei «veri e propri capisaldi dell’arte italiana della prima metà del ventesimo secolo, tutti appartenuti un tempo ad Alberto Della Ragione, fondamentali per mettere a fuoco quel sistema di valori estetici ed etici da lui promosso con forza e generosità», ha commentato una delle curatrici, Chiara Toti. «Collezionista raffinato – conclude –, fu tra i primi a dedicarsi negli anni Trenta del ventesimo secolo all’acquisto di opere di arte moderna, contribuendo così al rinnovamento del gusto degli italiani ancora fermo alla pittura dell’Ottocento».
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