Italia
Firenze, rubano oro puro e gioielli: i ladri svaligiano il laboratorio orafo con un colpo studiato nei dettagli
Il furto messo a segno in via Bronzino. Il titolare: «Hanno portato via il lavoro di una vita: in pochi attimi ho perso tutto»
FIRENZE. «In cinque minuti mi hanno portato via il lavoro di una vita. Tutti gli sforzi, i sacrifici, le soddisfazioni si sono volatilizzate in una notte qualunque». Dal bandone accartocciato, aperto per quasi la metà, si intravede il mezzo busto di Stefano Simoncini, artigiano orafo, nella notte di martedì 19 marzo entrato nel mirino dei ladri che in pochi minuti hanno smurato la cassaforte contenente materiali e preziosi. Nel suo laboratorio di via Bronzino, da oramai trentatré anni, passa la maggior parte del suo tempo a creare e riparare gioielli. Per lui è un po’ come se fosse una seconda casa ed è per questo che guarda incredulo il punto, dove fino a lunedì, c’era la cassaforte che custodiva materiali preziosi, i gioielli da riparare e gli oggetti orafi da consegnare. «Ci tenevo i gioielli che i negozi mi hanno consegnato per effettuare le riparazioni, oggetti personali di clienti affezionati e, naturalmente, materiali preziosi».
Il colpo e il bottino
Almeno 30mila euro la stima di materiali e oggetti custoditi nella cassaforte che una banda di malviventi ha smurato e portato via dopo aver forzato la serranda a protezione della porta di ingresso. La cassaforte conteneva anche oro puro. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile di Firenze a seguito dell’allarme lanciato da alcuni residenti e poi anche i militari dell’Arma della sezione investigazioni scientifiche del reparto operativo per cercare di analizzare eventuali tracce lasciate dai malviventi. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza attive nella zona. Ad agire sarebbe stata una banda composta da cinque persone che, a volto coperto, sono poi scappate a bordo di un’auto.
La storia
«Ho questa attività dal 1991 e non avevo mai subito furti. Sono afflitto», dice l’artigiano. Nel piccolo negozio in via Bronzino regna il caos dopo il passaggio dei ladri. Alcuni mobili sono accatastati vicino alle pareti e c’è ancora molta polvere proveniente dal “buco” lasciato al posto della cassaforte. «Sono stato chiamato al cellulare da alcuni residenti che vivono davanti alla mia attività. Ho capito subito che qualcosa non andava, ma non mi sarei mai aspettato niente del genere – continua Simoncini –. Alcuni abitanti avevano sentito dei rumori insoliti mentre altri si sono affacciati alle finestre e hanno visto cinque persone caricare la cassaforte in auto. Io e mio padre siamo arrivati immediatamente. Non credevamo ai nostri occhi, perché senti parlare di episodi del genere, ma non pensi mai che possano capitare a te». Il padre di Stefano pulisce la vetrina e cerca di rimettere in ordine ciò che ostruisce il passaggio e quando guarda “l’alone” lasciato dalla cassaforte non riesce più a trattenere le lacrime. «Hanno rotto la serranda, preso la cassaforte di 400 chili e sono scappati in macchina. Cinque minuti, son bastati cinque minuti per perdere tutto».
I danni
Oltre ai danni causati dal furto ci sono anche quelli relativi al danneggiamento della serranda, sostituita recentemente. Molti residenti e commercianti della zona si sono avvicinati al laboratorio per portare solidarietà all’artigiano. Ora, la speranza dell’orafo, è quella di riprendere il lavoro di sempre e di tornare a vivere la propria quotidianità. «Non so se i responsabili verranno individuati e presi e se la merce verrà mai ritrovata, ma quello che so è che ho perso tutto – si dispera Simoncini –. Spero di tornare presto a lavorare e, soprattutto, di non trovarmi mai più in una situazione del genere. Quando sono arrivato in negozio e ho visto ciò che era successo mi si è gelato il sangue, non capivo più niente e mi mancava la terra sotto ai piedi. È una sensazione che non auguro a nessuno».
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