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Firenze, una casa di comunità nel cuore del Quartiere 2. Dal poliambulatorio al centro di salute mentale: i dettagli del progetto
Investimento di quasi un milione di euro. Per completare la ristrutturazione complessiva dell’area servirà un anno e mezzo
FIRENZE. Un centro di medicina complementare, un centro dedicato alla salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza, un poliambulatorio e un consultorio familiare. È tutto ciò che ospiterà la “Casa di Comunità Spoke Volta” in viale Alessandro Volta 171. Situata nel Quartiere 2, Campo di Marte, la struttura risponderà ai bisogni dei pazienti e dei cittadini della zona. Secondo i dati, risalenti a gennaio 2022, gli abitanti del rione ammontavano a 89.316 persone e la fascia d’età maggiormente rappresentativa è quella dai 15 ai 64 anni, pari a 53.952 abitanti e quindi al 60,41%.
La struttura, fatta a forma di ferro di cavallo, presenta due ramificazioni che interessano alcune strade della zona: una su viale dei Mille, una su via Antonio Pacinotti e una su viale Alessandro Volta. Un edificio, questo, di proprietà dell’Inps ma di cui l’Asl Toscana Centro utilizza i locali con una locazione transitoria valida fino al 17 febbraio 2027. Infatti, all’interno del blocco di viale Volta è attivo il centro di medicina complementare “Fior di Prugna” dove è possibile trovare un ambulatorio di agopuntura, uno dedicato all’omeopatia e il centro di medicina tradizionale cinese. Con i nuovi interventi la disposizione degli spazi verrà modificata e il centro di medicina complementare cambierà locazione per andare in un ambiente nuovo e più confortevole.
Le opere di riqualificazione del plesso saranno suddivise per fasi che andranno ad interessare i vari blocchi di cui la struttura si compone. La prima fase è quella che riguarda i blocchi A e B, rispettivamente su via Antonio Pacinotti e su viale Alessandro Volta, che interessa un’area di 770 metri quadrati. Qua, verranno realizzati il centro di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza, due sale polivalenti, una tisaneria, due sale riunioni, una biblioteca, uno showroom ausili, un locale per lo stoccaggio dei rifiuti speciali e un magazzino per il materiale sporco.
La seconda fase, invece, comprende il blocco C posto su via dei Mille e si articola su una superficie di 1800 metri quadrati, nella quale verranno realizzati un poliambulatorio, un consultorio familiare, tre spogliatoi per circa 100 addetti e, infine, saranno adibiti degli spazi per il centro di medicina complementare “Fior di Prugna”. Inoltre, tutti gli impianti esistenti saranno riqualificati e adeguati alle nuove destinazioni d’uso dei locali. Lo scopo dei lavori è, anche, quello di mantenere caratteristiche quali luoghi facilmente accessibili in modo che anche persone con disabilità riescano a frequentare gli spazi, percorsi differenziati per le diverse tipologie di utenti e spazi adeguati ai fini terapeutici.
Il costo complessivo dei lavori ammonta a 980mila euro e per realizzare tutti gli interventi saranno necessari un anno e cinque mesi di lavori. Le Case di comunità propongono un’offerta di servizi di assistenza primaria e di integrazione sociosanitaria secondo il modello della medicina di iniziativa e dei principi di qualità dell’assistenza, appropriatezza, sicurezza, efficienza e tempestività. Quella in viale Volta è pianificata per essere raggiungibile con mezzi pubblici e privati. Il servizio di trasporto pubblico locale permette di arrivare grazie alle linee urbane 11 e 17 fermata “Pacinotti/Ponte” Al Pino direzione Salviatino e Verga Tozzi, linea 7 fermata “Pacinotti/Volta” direzione Fiesole Piazza Mino, linea 1 fermata “Firenzuola”, linea 20 fermata “Vasari” e linea 3 fermata “Volta/Piazzuola”. Inoltre, è presente una pista ciclabile collegata con il centro storico. Le case di comunità rappresentano un nuovo modello di sanità fondato sul territorio e in Toscana sono attivi più di settanta cantieri in materia. «Ogni giorno parte uno di questi cantieri e quando saranno completati, nel giro ci 2-3 anni, non avremmo più il riferimento solo nell’ospedale ma anche in quelle che, da case della salute, diventano case di comunità dove è possibile curarsi, poter seguire quella che è una dimensione da codice bianco o codice verde e poter avere una visita specialistica» spiega il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani durante una conferenza basata sul mettere in collegamento le case di comunità con gli ospedali.
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