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Firenze, in bicicletta contro il nuovo codice della strada: «Queste norme strizzano l’occhio alla velocità»


	I manifestanti, ieri mattina, sono arrivati da piazza Alberti fino alla prefettura, in via Cavour a Firenze
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I manifestanti, ieri mattina, sono arrivati da piazza Alberti fino alla prefettura, in via Cavour a Firenze

Flash mob sui pedali di “Firenze 30”, la rete che riunisce le associazioni degli attivisti. «Così viene meno la possibilità di fare controlli e si ostacola la moderazione del traffico»

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FIRENZE. Per dire no al nuovo codice stradale, i ciclisti e i pedoni che animano la campagna Firenze30 si sono dati appuntamento in piazza Alberti, per svolgere un flash mob volto ad impedire la revisione del nuovo Codice della strada. Proposta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini, secondo i manifestanti, invece di salvare vite, «favorisce la strage  quotidiana». Tra gli altri motivi che hanno spinto i ciclisti a scendere in piazza ci sono le restrizioni che limitano la possibilità di installare nuovi autovelox e la realizzazione di corsie ciclabili, nonché la ridotta autonomia alle amministrazioni comunali per quanto riguarda Ztl e zone 30. Le vittime su strada, nel 2022, sono state 3.159, con un aumento del 9% rispetto al 2021 e solo una leggera diminuzione rispetto al 2019, mentre 23.475 sono stati i feriti. Il 73% delle collisioni avviene in ambito urbano.

L’assenza di sicurezza stradale è la prima causa di morte per i giovani sotto i trent’anni, secondo i manifestanti. Per questo, per sensibilizzare gli automobilisti e i presenti in piazza Alberti, durante il flash mob l’attraversamento pedonale è stato "protetto" dagli stessi che hanno bloccato a intermittenza il traffico stradale. Inoltre gli attivisti hanno misurato la velocità dei veicoli in arrivo dal cavalcavia, evidenziando il sistematico mancato rispetto dei limiti di velocità. «La riforma va in direzione sbagliata, e se da una parte adotta misure repressive nei confronti di droga e alcol, non fa niente per ridurre la velocità e al contrario, - spiega Tiziano Carducci di Fiab, la Federazione italiana ambiente e bicicletta -. Inoltre rende più difficile l’installazione di autovelox e limita il potere dei sindaci, tornando indietro di 4 anni per incentivare la mobilità ciclistica». Il flash mob si è poi trasformato in una vera e propria pedalata verso la prefettura, passando per Borgo La Croce, via Pietrapiana e via dell’Oriulo. In una nota, i manifestanti denunciano la situazione italiana, considerata come un’anomalia in Europa: «Se in Gran Bretagna i morti in strada per milione di abitanti sono 26, in Germania 34, in Spagna 36, in Italia siamo a 53 (Fonte: Commissione Europea 2022), dato in crescita rispetto all’anno precedente. Le principali cause di morte sono (secondo l’Istat) l’eccesso di velocità, la guida distratta e la mancata precedenza ai pedoni sugli attraversamenti- e continua-. Queste cause non vengono prese in considerazione dalla riforma del Codice della strada voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che sarà discussa nei prossimi giorni in Parlamento, che limita pesantemente l’autonomia di azione delle amministrazioni comunali, attacca e depotenzia ZTL, aree pedonali, sosta regolamentata, controlli elettronici e mobilità ciclistica. Misure che ci allontanano dagli obiettivi del Piano Sicurezza Stradale 2030».

La richiesta avanzata è, quanto più possibile, trasformare Firenze in una città vivibile, dalle strade sicure, adottando un approccio scientifico e a tutto tondo, agendo sulla moderazione della velocità, con appropriati limiti di velocità, controlli e ridisegno dello spazio pubblico: «Occorre realizzare interventi normativi a favore della mobilità attiva e del potenziamento del trasporto pubblico, e agevolare percorsi verso le città 30, prendendo esempio da Bologna- spiegano i manifestanti-. Si tratta di una riorganizzazione dello spazio urbano a favore degli utenti deboli, cercando di aumentare gli spazi pedonali, realizzando attraversamenti di un certo tipo, tutte misure che portano a una riduzione della velocità. È una visione di città che ancora non è stata adottata nel suo complesso».

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