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Le tappe

Stadio Franchi, c’è la proroga per i lavori: ecco quando potrebbe finire la ristrutturazione

di Francesca Bandinelli

	Un rendering dello stadio Franchi di Firenze dopo i lavori di restauro
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Un rendering dello stadio Franchi di Firenze dopo i lavori di restauro

Il sindaco di Firenze Dario Nardella: «Contenti che il governo sia venuto incontro alle nostre richieste»

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FIRENZE. La Fiorentina, se vorrà, potrà giocare allo stadio Franchi di Firenze fino al 2028 senza più necessità di “traslocare” per una stagione al Padovani, nell’impianto provvisorio che dalle prossime settimane comincerà a rifarsi comunque il look. Il governo ha trovato la chiave per sbloccare la questione.

La mossa di Roma

Il primo ad anticipare quanto poi pubblicato direttamente in Gazzetta ufficiale, dai microfoni di Radio Bruno, è stato il senatore fiorentino di FdI Paolo Marcheschi. Poi, in una nota, ha aggiunto: «Grazie al governo e al lavoro del ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto è stata prevista una nuova programmazione finanziaria del Piano nazionale complementare (il Pnc) nell’ambito del decreto legge Pnrr, che viene estesa al 2028 ed entro 60 giorni l’esecutivo verificherà a che punto siano gli interventi finanziati, per poterne adeguare scadenze e tempistiche rispetto all’effettivo stato di realizzazione». Ma non è tutto. «Il governo Meloni - si legge ancora - non solo ha fatto la propria parte, ma consente la proroga dell’intervento prendendo atto dei dell’incertezza finanziaria che caratterizza questo progetto, nato male e proseguito ancor peggio, anche in seguito al definanziamento voluto dall’Ue».

Firenze sorride

Il sindaco Nardella, già all’indomani della conferma dello stop di Bruxelles al pagamento degli ultimi 55 milioni di finanziamento (diventati in realtà 70 alla luce dei rincari), si era subito adoperato chiedendo l’intervento dell’esecutivo. Si era rivolto, con una lettera, ai ministri Giorgetti, Fitto e Sangiuliano e, già ieri sera, ha fatto arrivare la propria soddisfazione: «Siamo molto contenti che il governo sia venuto incontro alle nostre lettere di tre mesi fa con la proposta di allungamento dei termini dei lavori, anche se nel frattempo come è noto avevamo già trovato la soluzione per far giocare la Fiorentina al Franchi per tutto il prossimo campionato 2024-2025. Se decade l’obbligo di rispettare la scadenza dei lavori del dicembre 2026, la prossima amministrazione comunale avrà tutto il tempo di valutare come gestire il cantiere dalla metà del 2025 in poi sfruttando questa opportunità in più. Tutto ciò in ogni caso conferma che la decisione di iniziare i lavori è stata giusta. Quindi avanti tutta con il restyling come abbiamo sempre detto. A questo punto ci aspettiamo che il governo possa risponderci positivamente anche sulla richiesta di restituire alla città di Firenze i 55 milioni di euro a suo tempo tolti, analogamente a quanto fatto con il progetto dello stadio della città di Venezia». Anche il deputato dem Federico Gianassi ha puntato il dito sulla richiesta di informazioni da parte del governo: «La proroga sui tempi - ha detto - è arrivata quando era già stata trovata una soluzione. Roma dia piuttosto una risposta sui 55 milioni persi».

Le tappe

I primi lavori al Franchi, intanto quelli propedeutici in curva Ferrovia, sono già cominciati. In questo mese, dopo le prime demolizioni, a cominciare dal tabellone segnapunti, inizieranno i primi interventi che, dalla prossima stagione coinvolgeranno la Fiesole, il primo settore ad essere trasformato. Quel che più conta, come sottolineato dallo stesso sindaco, è che la Fiorentina non avrà più l’obbligo di spostarsi. Anche per la stagione 2025/26, quella in cui i tifosi avrebbero dovuto riempire il Padovani, la casa viola può rimanere al Franchi. Certo, così serviranno mesi di lavoro in più, ma in buona sostanza quelli che erano i disagi più evidenti per tifoseria e società così verrebbero arginati. Adesso c’è da capire quella che sarà al risposta della Fiorentina, che dal canto suo aspetta di sapere ancora i dettagli per quanto riguarda il futuro, dai costi della concessione una volta ultimati i lavori fino alla durata.  

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