La protesta
Vasco, i fiori, i brindisi con la grappa: folla a Campi Bisenzio per l’ultimo saluto ad Alessio Rapezzi
Il ricordo della figlia Luna: «Babbo ovunque tu sia resterai sempre con me»
CAMPI BISENZIO. “Ciao Rape”, “Ciao Alessio”: gli striscioni lungo il campo sportivo del San Lorenzo a Campi Bisenzio accolgono fin dalle prime ore del pomeriggio tutti coloro che vogliono portare l’ultimo saluto a Alessio Rapezzi, deceduto la scorsa settimana a 48 anni per un malore improvviso, mentre si trovava in vacanza con la compagna a Sharm el Sheikh in Egitto.
Alessio Rapezzi era molto conosciuto a Campi Bisenzio e a Signa dove allenava da qualche anno la squadra di calcio dei bambini. Sì, perché Alessio il calcio l’aveva nel cuore, non solo per la grande passione per la Fiorentina, ma anche perché aveva giocato proprio nel San Lorenzo tanti anni fa. Il calcio nel cuore e gli amici di sempre con i quali divideva l’attività sportiva. Ieri durante la cerimonia funebre civile organizzata nel campo da calcio racchiuso tra la chiesa di San Lorenzo e i palazzi, è stata apposta la maglia numero 11, la “sua” maglia insieme ai mazzi di fiori arrivati da associazioni, gruppi sportivi e amici. Fiori e tanti palloncini con i colori giallo e blu del San Lorenzo.
Sotto un cielo plumbeo, ieri pomeriggio dalle 15 alle 18, il campo sportivo si è riempito piano piano di amici, colleghi, parenti, amici della figlia Luna che ha lo ricordato con emozione: «Sei stato un babbo con la “B” maiuscola e ti seguirò sempre ovunque tu sarai, sarai sempre con me».
Toccante e commovente l’abbraccio delle figlia è stato seguito da quello del padre di Alessio. «Sono sicuro – ha detto – che dove sarai adesso starai organizzando un torneo così come facevi qui». E gli amici, compagni di sport, hanno lanciato cori da stadio, qualche fumogeno come a ricreare il mondo di Alessio. L’urlo “Sarai sempre con noi” seguito da un caloroso e lungo applauso.
Fiori sul feretro, sul piccolo tavolo con la bottiglia da tre litri di grappa: un gioco tra amici, uno scherzo a tavola quando tra risate e atteggiamenti scaramantici si pensa a come sarà il proprio funerale. «Ci sarà una bottiglia da tre litri di grappa» era un desiderio goliardico che gli amici hanno voluto per l’ultimo abbraccio.
Era solare Alessio e così lo vogliono ricordare gli amici e la figlia Luna che ha scelto le canzoni di Vasco Rossi come la classica “Sally” e di De Gregori il melanconico “Rimmel”, come colonna sonora dell’ultimo saluto.
La lunga fila di amici attraversa tutto il campo per raggiungere l’attimo in cui portare un fiore, una carezza o lasciare un ricordo sul feretro coperto dal colore viola, con le foto di Alessio sorridente. Sono arrivati anche il sindaco Andrea Tagliaferri, l’attrice Chiara Francini sua ex fidanzata e grande amica di famiglia che aveva salutato Alessio con un post e una foto di quando erano molto giovani, sui social.
E poi Riccardo Nucciotti, l’assessore Simona Pizzirusso, l’assessore Davide Baldazzi, consiglieri, assessori e tanti amici sportivi. Qualche goccia di pioggia scivola sul manto del campo da calcio. Il dolore nei volti degli amici, l’incredulità di quanto accaduto, gli occhi rossi, gli sguardi smarriti e poi un brindisi improvvisato come avrebbe voluto Alessio con quella grappa in una bottiglia da tre litri. Gli abbracci, le mezze parole perché si spezzano in gola, non riescono a uscire, sono rimaste bloccate come tatuaggi nel cuore. Lo stadio rivestito dagli striscioni “Come è stato facile amarti… Sarà impossibile dimenticarti”. L’ultimo ricordo di Alessio, figlio, padre e amico che resterà nei cuori di tutti.l
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