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Firenze, Stefania Saccardi ufficializza la candidatura a sindaca con Italia Viva: «Sul mio partito i veti dei dem, noi l’alternativa di centrosinistra»

di Danilo Renzullo
Stefania Saccardi e in platea Matteo Renzi
Stefania Saccardi e in platea Matteo Renzi

Matteo Renzi: «Nardella s’è perso dopo il primo mandato. Ora voltiamo pagina»

29 gennaio 2024
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FIRENZE. «Il Pd ha scelto a priori i propri alleati e poi ha messo un veto sul mio partito. A tutto questo e all’attuale giunta c’è un’alternativa: si può cambiare squadra, senza cambiare campo». Una stoccata alla giunta, un’altra al Pd. E una visione di città multipla – la Firenze delle “piccole cose” e la Firenze delle grandi opere – che confluisce in un solo progetto di futuro. Crescita sì, ma non solo. Perché oltre allo sviluppo Stefania Saccardi guarda anche alla quotidianità e, dice durante la convention in un teatro Puccini gremito di circo 800 persone con la quale lunedì 29 gennaio ha ufficializzato la sua corsa a sindaca per Italia Viva – «nella mia città deve esserci un ufficio del decoro urbano, un nucleo che gira per le strade e che riceve e ascolta le segnalazioni e in un tempo ragionevole interviene». E per farlo, secondo la vicepresidente della Regione, occorre «un’alternativa».

Un’alternativa a quella giunta, l’attuale, che l’esponente di Italia Viva non cita mai nel suo discorso ufficiale. Quasi snobbata. Quasi eliminata – insieme al Pd – dal dizionario politico di una serata che nel lungo cammino verso le amministrative può rappresentare una sorta di spartiacque. L’ufficializzazione di una divisione, di una spaccatura nel centrosinistra il cui destino è stato segnato dalle primarie. O meglio, dalle non primarie decise dal Pd fiorentino. «Abbiamo lanciato l’idea delle primarie, ma abbiamo preso atto che il Pd ha scelto la strada meno democratica di tutte», accusa Saccardi a margine dell’evento. «Il Pd poteva scegliere il proprio candidato attraverso le primarie, ha deciso di andare, legittimamente, su un’unica candidata scelta con un percorso tutto interno al partito. Noi eravamo pronti a misurarci per tenere il centrosinistra unito a queste elezioni, ma il Pd ha scelto un’altra strada, quella dei veti. Ha scelto a priori i propri alleati e poi ha messo un veto sul mio partito». Punta il dito e apre una strada. Quella «dell’alternativa» al Pd e alla giunta attuale «possibile nell’ambito del centrosinistra».

«Chi non è contento e chi non ha condiviso tutto di questa amministrazione può scegliere un candidato diverso senza cambiare il campo di appartenenza – aggiunge Saccardi –. Si può cambiare squadra, senza cambiare campo: noi ci siamo e vogliamo dare il nostro contributo nell’ambito del centrosinistra». La candidatura è sul piatto. Ufficiale e in aperto contrasto con il Pd. Ma Saccardi sembra lasciare aperta la porta – o meglio, socchiusa – a un piccolo spiraglio per cercare di costruire un campo un po’ più largo nel centrosinistra. «Abbiamo, idee, proposte e voglia di dare il nostro contributo alla città. Il percorso è ancora lungo, mancano ancora quattro mesi e ci confronteremo su tante questioni», l’apertura. Che potrebbe materializzarsi in caso di un’offerta, il posto da vicesindaco ad un esponente di Italia Viva.

I contatti fra dem e Matteo Renzi nelle ultime settimane non sono stati frequenti ma ci sono stati e l’ex premier ha messo sul piatto il nome di Francesco Casini. Il leader di Iv chiede un annuncio ufficiale, una accelerazione che potrebbe incrinare la tenuta della coalizione che sostiene Sara Funaro. Un tentativo del partito di Renzi di mettere alle strette il Pd fiorentino per cercare di risanare una spaccatura, quella in vista delle amministrative, che per il momento non è sinonimo di un’eventuale divisione nella giunta regionale. «In Regione lavoro bene con il presidente Giani, abbiamo condiviso il suo programma, continuiamo a governare bene insieme», specifica Saccardi. Secondo Renzi a chiudere le porte di una possibile alleanza è stato il Pd ma, aggiunge «io non sono uno che si tira indietro sulla discussione politica ma guardiamo i fatti».

«Sono contento di aver indicato 10 anni fa Dario Nardella, penso che abbia fatto un primo mandato molto buono, nel secondo si è un po’ perso, sta pensando ad altro, è legittimo, lasciamolo andare dove deve e preoccupiamoci di Firenze», dice il leader di Iv. «Firenze – aggiunge – rispetto a 10 anni fa è più sporca, è meno sicura e più incasinata per il traffico. Non parlo solo delle multe o delle cose che non vanno. Traffico, degrado e sicurezza: penso che su questi temi Stefania abbia qualcosa da dire e penso che si debba voltare pagina». A partire, secondo Saccardi dall’emergenza casa. «Serve un grande piano di edilizia pubblica, che non può essere limitato a 5 milioni in bilancio mentre se ne mettono 10 sul Padovani e molti di più sul Franchi – la stoccata a Nardella –. Se questa è una priorità, deve essere accompagnata da gesti concreti, mettendo risorse nel bilancio comunale». Quelle che invece non dovevano essere previste per il restyling del Franchi. «Siamo dell’idea che lo stadio deve essere fatto, ma deve essere il privato a dover investire e mettere le risorse – conclude la candidata di Iv –. Per il Franchi doveva essere replicato il modello Viola Park».

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