Elezioni, la scossa a sinistra di Montanari: «Firenze si deve ancora liberare»
Il rettore: «Non mi candido». Ma dall’associazione può nascere una lista civica
FIRENZE. Dopo tanti rumors finalmente Tomaso Montanari rompe gli indugi e scende in campo. Per lui nessuna candidatura da sindaco ma il lancio di un’associazione politica con lo scopo di dare alla città un’alternativa agli ultimi 15 anni di governo. Nome dell’associazione "11 Agosto": prima uscita ufficiale fissata per l’8 febbraio, don Milani e il sindaco La Pira tra i punti di riferimento. «Da tante parti, in questi mesi, vengo esortato a candidarmi a sindaco della città - afferma il rettore dell’università per stranieri di Siena, lanciando il manifesto della nuova associazione -. Sono grato per questa fiducia. Ma sono profondamente convinto che la soluzione non sia collocare una singola persona in alto, bensì prendersi cura di ogni singola persona, a partire da chi sta più in basso. "Sortirne insieme", appunto: è così che don Lorenzo Milani definiva la politica».
Con chi? Montanari rivolge l’invito «alle persone con cui da anni condividiamo idee e lotte». Il pensiero va subito alle forze di sinistra radicale ma anche al Movimento cinque stelle, negli ultimi tempi però ci sono contatti anche con l’ex assessora Cecilia Del Re, che in contemporanea lancia il suo movimento civico. Il sole che sorge dietro le rovine del ponte sull’Arno è il simbolo scelto per rappresentare l’associazione. «L’abbiamo chiamata "11 agosto" - spiega Montanari - È la data della liberazione di Firenze, l’inizio del riscatto e della ricostruzione». Una liberazione, quella sostenuta dallo storico dell’arte: «dalla povertà, dall’oppressione della città della rendita, e dall’espulsione dei residenti, dall’illusione che l’unica fonte di reddito sia il turismo, e dall’abbandono delle periferie».
Se non fosse abbastanza chiaro, Montanari fa anche nomi e cognomi: «Negli ultimi quindici anni, da Renzi a Nardella, c’è stato un unico filo conduttore: Firenze città per pochi privilegiati, Firenze città vetrina, Firenze privatizzata. Firenze è stata ridotta a una merce: e a una merce svenduta alla speculazione internazionale. Pochi giorni fa, a chi le chiedeva se «serve discontinuità» rispetto a tutto questo, la candidata Pd Sara Funaro, ha risposto perentoria: «No. La discontinuità è la destra». Ecco, pensiamo che questo sia un grave errore, e un grande pericolo. Perché significa che chiunque voglia cambiare qualcosa dovrebbe votare a destra». L’associazione, spiega il rettore, è aperta al contributo di tutti coloro che vogliono cambiare le cose nel segno della discontinuità. A guardare con interesse al nuovo soggetto sono le realtà da sempre più vicine a Montanari, a cominciare dal Movimento cinque stelle: «Penso che sia un progetto positivo, guardiamo con favore alla realizzazione di una grande coalizione che si riconosce negli stessi principi per cambiare la città» sottolinea il capogruppo a Palazzo Vecchio Roberto De Blasi.
Per il consigliere pentastellato i nomi di chi farà parte del nuovo soggetto non sono un problema, la questione dirimente riguarda i temi: «La politica fiorentina deve invertire la tendenza su: aeroporto, ambiente, tav e multiutility, temi sui quali ci battiamo da sempre». Favorevole all’arrivo del nuovo soggetto, ma cauto in attesa di capire chi ne farà parte, il consigliere di Sinistra progetto comune e candidato sindaco Dmitrij Palagi: «L’avvio di questo percorso è positivo, è un’associazione che parla ai nostri mondi e l’8 dicembre ci sarò per ascoltare. Ma un’alleanza col Pd o con Del Re per noi non è ipotizzabile, Firenze Democratica, ha detto che avrebbe votato le delibere della maggioranza, noi non ci stiamo. Far passare messaggi confusi rischia di far aumentare l’astensionismo. Per il resto da parte nostra massima disponibilità». Decisamente opposto il giudizio di Italia viva sull’associazione: «Tomaso Montanari lasci stare l’11 agosto - commenta il coordinatore toscano Nicola Danti - il giorno della liberazione è una data speciale per tutti i democratici e gli antifascisti fiorentini. Si dedichi piuttosto all’attualità, con i suoi no all’aeroporto ed a qualsiasi infrastruttura».
Andrea Ceccarelli, segretario cittadino del Pd, conclude: «Appropriandosi dell’11 agosto Montanari fa suo un patrimonio che è di tutti. Credo che Montanari sia un po’ come i terrapiattisti che rincorrono l’orizzonte e alla fine finiscono per andare dall’altra parte facendo il gioco di chi dicono di combattere».
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