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Uffizi, Schmidt nominato a Napoli: «Ma con Firenze è un arrivederci». Il Natale in Romagna poi la decisione sulla candidatura


	Eike Schmidt durante la conferenza stampa il giorno dopo la nomina a direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli
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Eike Schmidt durante la conferenza stampa il giorno dopo la nomina a direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli

L’attuale direttore ha annunciato che terrà la casa nel capoluogo toscano: «Per la prima volta in nove anni non sarò dentro un museo durante le feste. Su eventuali future possibilità fiorentine inizierò a pensare a gennaio»

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FIRENZE. Con Firenze «sicuramente non è un addio ma un arrivederci. A Firenze terrò casa perché mi è cresciuta dentro al cuore in questi anni. A Firenze avevo già vissuto negli anni '90 ed è una città speciale in cui ho conosciuto mia moglie e dove ho passato tanti giorni e notti di lavoro insieme a collaboratori fantastici». Così il direttore uscente delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, incontrando i giornalisti a Firenze il giorno dopo aver ricevuto la notizia della nomina da parte del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, a direttore del Museo di Capodimonte a Napoli. «Sarò direttore degli Uffizi fino a mercoledì prossimo e poi andrò in Romagna dai suoceri per celebrare il Santo Natale e il Capodanno, ed è la prima volta in nove anni che riesco a non essere dentro al museo durante le feste e a non passare la notte di Capodanno nella sala di controllo», ha aggiunto Schmidt.

«A Verde lascio un museo preparato»

Ai cronisti che gli chiedevano di eventuali nuovi impegni con la città di Firenze, alludendo alle voci di una sua possibile candidatura a sindaco per il centrodestra, Schmidt ha risposto: «Su eventuali future possibilità fiorentine inizierò a pensare a gennaio, sia a Firenze che guardando verso il Vesuvio». Parlando delle Gallerie degli Uffizi, che saranno dirette da Simone Verde, finora alla guida del complesso museale della Pilotta di Parma, Schmidt ha concluso: «Lascio un museo che credo sia ottimamente preparato per raggiungere nuovi traguardi anche con il prossimo direttore, che ho sentito ieri sera e con il quale abbiamo già iniziato a preparare le consegne. Avrà una squadra leggermente diversa dalla mia ma avrà a disposizione persone molto forti. Il ruolo di un direttore è un po' come quello di un commissario tecnico che deve avere la possibilità di mettere insieme la sua propria squadra».

La commozione per la nomina

Schmidt ha raccontato che quando gli è arrivata la notizia della nomina a direttore del Museo di Capodimonte era a Napoli «per l'inaugurazione di una mostra che era programmata da mesi al Tesoro di San Gennaro, e mi sono molto commosso anche perché mi trovavo nel luogo del patrono della città. È una notizia bella, un grande successo anche per Firenze perché senza quello che sono riuscito a fare qui agli Uffizi con la mia squadra non sarebbe stato possibile. Un successo della squadra e sono molto fiero di questo».

Chiedere l’aspettativa? La risposta a Sgarbi

«Arrivare a Napoli e chiedere subito un'aspettativa sarebbe anche un po' buffo sinceramente. La cosa importante è di iniziare con questo grande lavoro». Così Schmidt ha commentato la dichiarazione del sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, relativa all'ipotesi che possa prendere l'aspettativa come direttore del Museo di Capodimonte per candidarsi a sindaco di Firenze per il centrodestra nella primavera 2024. «Per quanto riguarda le regole italiane di compatibilità - ha spiegato Schmidt - c'è una norma ben precisa che dice che i dirigenti statali non possono, durante le ultime settimane della campagna elettorale, pronunciarsi sui temi delle elezioni. Quindi, chi attivamente o passivamente partecipa a delle elezioni per forza prende l'aspettativa. Ma chiedere l'aspettativa con mesi di anticipo è abbastanza assurdo».

La nomina e l’impegno politico

Ai cronisti che gli hanno chiesto se la nomina a Napoli significhi chiudere la porta a un impegno politico su Firenze, Schmidt ha risposto: «Conosco molti miei colleghi del mondo universitario che hanno insegnato all'Università Federico II di Napoli e che hanno mantenuto casa a Firenze. E quindi questo è senz'altro qualcosa di molto più fattibile che in passato. Non sarei l'unica persona a fare questo».

Schmidt ha replicato a quanti hanno affermato che il suo nuovo incarico come direttore del Museo di Capodimonte renderebbe impossibile la sua candidatura a sindaco del capoluogo toscano: «Ho letto che qualcuno sostiene che la dirigenza di un istituto dello Stato sarebbe incompatibile con un'attività politica. Questo ovviamente in una democrazia non è così, queste sono caratteristiche di un'autocrazia o di una dittatura che ha come principio che i cittadini non devono partecipare all'attività politica. Invece l'Italia l'ha disciplinato con grande precisione le regole. Per fortuna siamo in una democrazia che funziona. Questo non significa nel mio caso che devo partecipare, ma le regole ci sono».

Un «candidato pendolare»?

A cronisti che gli hanno chiesto se potrebbe quindi diventare un 'candidato pendolare', Schmidt ha risposto: "Boh!". Quanto al suo mandato a Capodimonte, Schmidt ha spiegato: "Gli obiettivi per il nuovo incarico sono tutti scritti nella legge e nella norma, e specificatamente nelle priorità politiche del quinquennio. Continuerò il lavoro che Sylvain Bellenger ha iniziato riguardo il grande lavoro della riqualificazione non solo del museo, ma anche per il giardino. Non è abbastanza noto ma è un fatto che Capodimonte ha la seconda più importante collezione di opere d'arte mobili, di beni artistici dopo gli Uffizi, mentre il Real Bosco è molto più grande del giardino di Boboli. Quindi c'è anche un elemento di crescita della responsabilità in questo cambiamento".

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