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Uffizi, Verde è il nuovo direttore: Schmidt nominato a Napoli. Beffa per D’Agostino e Hollberg

di Luca Gasperoni

	Nella foto grande Simone Verde: a destra Eike Schmidt, Paola D’Agostino e Cecilie Hollberg
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Nella foto grande Simone Verde: a destra Eike Schmidt, Paola D’Agostino e Cecilie Hollberg

Le direttrici fiorentine lasciate senza un nuovo incarico ma potranno gareggiare per la direzione dell’Accademia-Bargello

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FIRENZE. Il nuovo direttore degli Uffizi a partire dal 2024 sarà lo storico dell’arte Simone Verde, oggi alla guida del Complesso monumentale della Pilotta di Parma. Con il direttore uscente e candidato in pectore del centrodestra, Eike Schmidt, invece destinato ai vertici del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli con sempre più incognite sulla possibilità di un’avventura politica. Restano invece a piedi le due principali colleghe fiorentine in scadenza: la direttrice dei Musei del Bargello, Paola D’Agostino, in corsa nella terna per gli Uffizi, e la direttrice della Galleria dell’Accademia, Cecilie Hollberg, che ambiva a Capodimonte. Tra passato e futuro prende forma il nuovo assetto nazionale dei musei di prima fascia, con il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che al termine di una lunga selezione ha comunicato ieri sera i vincitori tra le terne proposte dalla commissione giudicatrice.

Le reazioni
«Avevo appena terminato il mio discorso alla presentazione della mostra di Nicola Samorì al tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli quando la notizia della nomina ci ha raggiunto. Stavamo andando a brindare dopo la presentazione e il brindisi a questo punto è diventato per questo nuovo incarico. Mi sono davvero molto commosso», commenta Schmidt, dopo un doppio mandato agli Uffizi.
Mentre il sindaco di Firenze, Dario Nardella, saluta il nuovo arrivato: «Benvenuto a Simone Verde nuovo direttore della Galleria degli Uffizi. Siamo pronti a collaborare per la promozione della cultura a Firenze e nel mondo intero».

Chi è Simone Verde

Verde, 48 anni, di origine romana, è direttore del Complesso museale della Pilotta di Parma ed è stato responsabile della ricerca scientifica e della produzione editoriale per l’Agence France-Muséums/Louvre Abu Dhabi. Formazione in filosofia teoretica tra Roma e Parigi, lo storico dell’arte ha un dottorato in antropologia dei beni culturali ed è diplomato in museologia e storia dell’arte all’École du Louvre. Nel corso della sua carriera ha collaborato con istituzioni museali italiane e con numerose testate giornalistiche, tra cui France Culture, il manifesto, il Fatto Quotidiano e l’Unità. In ambito letterario ha tradotto dal francese all’italiano per le case editrici Adelphi, Fazi, Sellerio ed è stato assistente dello scrittore pisano Antonio Tabucchi. Durante la direzione a Parma, museo che dal 2016 è dotato di autonomia speciale, Verde ha raddoppiato il numero dei visitatori grazie a un progetto di riqualificazione e riallestimento del percorso espositivo durato sei anni con un investimento di quasi 23 milioni di euro. Con risultati che hanno ricevuto sia il plauso del sottosegretario, Vittorio Sgarbi, sia del ministro Sangiuliano.

Schmidt tra numeri da record e politica

Lo storico dell’arte romano succede alla guida degli Uffizi a Schmidt che dopo una gestione segnata da numeri record, nel 2023 ben 5 milioni di visitatori e 60 milioni di incassi, ha conquistato la direzione di Capodimonte a Napoli, unico istituto per cui si era candidato. Un ruolo che, a meno di un’ipotetica decisione di ricorrere all’aspettativa, sembra allontanare la prospettiva di un impegno politico. Schmidt, infatti, da poche settimane diventato cittadino italiano, entro il prossimo mese dovrà esprimersi ufficialmente sulla proposta di correre come candidato sindaco per il centrodestra. «Con Schmidt a Capodimonte c’è continuità – dice Sangiuliano – è uno dei più importanti direttori di musei. Ha diretto gli Uffizi, ha grande conoscenza dell'arte».

Le direttrici fiorentine

Mentre resta incerto il futuro delle altre due principali direttrici fiorentine, D’Agostino e Hollberg, che dopo la sconfitta rispettivamente per Uffizi e Capodimonte dovranno guardarsi intorno alla ricerca di nuove occasioni. L’unica possibilità di restare a Firenze è gareggiare in una sfida diretta per la futura direzione della Galleria dell’Accademia–Musei del Bargello, destinati a diventare un unico museo di prima fascia al termine della riorganizzazione decisa dal ministero della Cultura.
 

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