Il presidio
Alluvione Toscana, i rischi per la salute: «Attenzione ad acqua e cibo. Antitetanica fondamentale»
I consigli del medico per chi vive in territorio colpito dal maltempo: «Massima attenzione per prevenire i rischi sanitari»
L’acqua stagnante e il fango sono adesso i principali “nemici”. Ma anche i rifiuti accatastati in strada possono rappresentare un possibile rischio sanitario. «Per chi non è coperto, è quindi necessaria la vaccinazione contro il tetano», il consiglio di Gianni Nardone, vicedirettore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro. È però necessario soprattutto prevenire possibili rischi, derivanti soprattutto dall’acqua “casalinga”, dal cibo, dai materiali e dai rifiuti accatastati in strada in attesa di essere rimossi.
Dottore, quali sono i rischi sanitari nelle zone ancora allagate?
«Sono legati al fatto che è possibile sapere la strada che ha percorso l’acqua di inondazione, frammista probabilmente a reflui, pozzi neri, sistema fognario e altro. Valutiamo tutto con un rischio potenziale e uno dei primi pericoli quando si parla di fango e terra è l’incontro possibile con la spora del tetano. E per questo è importante vaccinarsi».
Dopo quanto tempo l’acqua accumulata in strada, in casa o in un qualsiasi altro locale diventa un pericolo?
«Presenta rischi potenziali sempre, proprio per i percorsi che può fare per arrivare in un determinato posto. Occorre quindi adottare tutte le precauzioni possibili. Non solo in presenza di acqua, ma anche di fango, soprattutto durante le operazioni di pulizia e sgombero».
Quali sono le precauzioni?
«Coprire la maggior parte del corpo esposto con guanti, stivali, tute o con abbigliamento lavabile a sessanta gradi e, se possibile, indossare occhiali e visiera per cercare di “chiudere” qualsiasi porta di ingresso ad eventuali microrganismi o agenti nocivi nell’organismo. Gli accorgimenti da prendere sono legati al possibile contatto con l’acqua alluvionale. Occorre cercare di evitare il più possibile il contatto o fare un’ottima opera di disinfezione e lavarsi accuratamente se si viene in contatto con materiali esposti a fango o acqua alluvionale».
Capitolo rifiuti: l’enorme quantità rimasta in strada quali rischi potrebbe comportare?
«Due i principali fattori che incidono: il tempo di permanenza dei rifiuti in strada e la temperatura. Questa, fortunatamente, gioca a nostro favore perché il ribasso termico registrato negli ultimi giorni ha aiutato a diminuire lo sviluppo di muffe in questo materiale. Che, in ogni caso, deve essere rimosso e allontanato il prima possibile».
Acqua potabile e cibo sono invece sempre sicuri?
«È molto importante fare attenzione all’uso dell’acqua potabile. La situazione è nella maggior parte sotto controllo, ma a Campi Bisenzio ci sono alcune zone che hanno un’erogazione torbida. In questi casi non deve usata per nessuna attività (bere, lavare, pulire). Quando è possibile si può far ricorso ai fontanelli di alta qualità, che sono quelli più controllati e hanno un sistema di microfiltrazione che ne garantisce la potabilità. Per quanto riguarda il cibo, se si è verificato un blocco energetico che ha comportato lo spegnimento dei frigoriferi, tutto ciò che è deperibile deve essere buttato. Se, anche con l’eventuale black-out energetico, il congelatore non è stato aperto per almeno tre ore i cibi possono essere consumati se non in caso di scongelamento evidente. Importante, invece, non mangiare i prodotti ortofrutticoli, soprattutto quelli da consumare crudi, raccolti in un orto inondato».
Case ed edifici, scantinati e locali finiti sott’acqua hanno bisogno di trattamenti particolari?
«Oltre alla rimozione dello sporco evidente è necessario aerare i locali per gestire al meglio l’eventuale problema accessorio, quello cioè dell’insorgenza di muffe».
C’è un rischio sanitario nelle zone alluvionate?
«Non ci sono particolari timori, anche perché il periodo dell’anno in cui si è verificata l’alluvione gioca a nostro favore nell’affrontare questa situazione drammatica. Nel periodo estivo o in presenza di forte caldo, le problematiche sarebbero aumentate esponenzialmente con la proliferazione di batteri e insetti. Da questo punto di vista stiamo molto più tranquilli. Monitoriamo qualsiasi tipo di malattia infettiva: il rischio potenziale più importante è il tetano».
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