Mercafir. È stallo per la partecipata. Vertici in scadenza senza successori
Bettini: «L’area può svilupparsi come polo logistico, non solo alimentare»
FIRENZE. Vertici in scadenza ma ancora senza successori, anche per la penuria di candidature. Nessun finanziamento, almeno per il momento, dai bandi del Pnrr per i mercati data la bassa posizione in graduatoria. E soprattutto l’assenza di un preciso piano di sviluppo per il rilancio. Stallo totale per la partecipata comunale Mercafir, da oltre 30 anni in gestione del mercato alimentare polivalente di Novoli che rimane sospesa tra passato e futuro. Con Palazzo Vecchio, azionista di maggioranza con il 59,6% delle quote, alla ricerca di una prospettiva e l’opposizione a incalzare puntando il dito sui tanti nodi ancora da sciogliere, emersi durante la seduta della commissione consiliare "Controllo enti partecipati".
Il primo e più urgente rebus riguarda il futuro presidente: Giacomo Lucibello, infatti, è in scadenza dopo due mandati alla guida della società e si prepara a traslocare a Firenze parcheggi. Mentre la corsa per la successione resta al palo per la carenza di pretendenti, vedi le due proroghe del bando, e i veti incrociati della politica, in particolar modo di Italia Viva. Il verdetto definitivo dovrebbe arrivare settimana prossima: la finestra per le candidature si è chiusa ieri mattina e l’assessore comunale alle Partecipate ha garantito che «non ci saranno ulteriori proroghe». Per il consigliere FdI e presidente della commissione, Jacopo Cellai la spiegazione è semplice: «Nessuno è interessato perché vede un’azienda che non ha prospettive e non è appetibile, visto che manca l’attenzione della politica». E il consigliere di Spc, Dimitrj Palagi, rincara: «Dopo la vicenda scandalosa dello stadio siamo a una nuova puntata dei fallimenti politici di questo secondo mandato di Nardella».
E alle domande sul futuro Bettini non offre alcun chiarimento. «Credo che la Mercafir possa svilupparsi come polo della logistica, non solo alimentare, penso che sia un luogo sul quale avere un’idea ampia di città che in questo momento non è definita ma che si potrà sviluppare nei prossimi mesi. Anche perché, come ci dicono gli operatori, avrà bisogno di rivedere i suoi orari e le sue modalità, ci sarà uno sviluppo profondo di questo tipo di lavoro nei prossimi anni e potrà sicuramente essere razionalizzato lo spazio rispetto all’uso che ne è stata fatto adesso», spiega durante la commissione "riparatrice" chiesta dal Pd dopo lo sfogo di settimana scorsa del presidente Newlat, Angelo Mastrolia, che si era scagliato contro l’attuale gestione.
Con Lucibello a respingere tutte le accuse sui bilanci e offrire spiegazioni sulla mancata vittoria del finanziamento Pnrr di 7 milioni di euro per il centro del freddo: «Siamo arrivati 23esimi nel bando e non siamo rientrati tra i 7 vincitori a causa dei bassi punteggi legati alla scadenza nel 2029 della concessione comunale sugli immobili e la mancata proprietà dei terreni del progetto». Per Cellai si tratta di «una sconfitta clamorosa, era un’occasione importante. La responsabilità è di Lucibello e poi c’è quella enorme del Comune».
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