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Il caso etico

Firenze, una donna ha chiesto il fine vita: entro un mese il parere Asl

di Valentina Tisi
Firenze, una donna ha chiesto il fine vita: entro un mese il parere Asl

Malata di leucemia ha avviato l’iter con la commissione medica

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FIRENZE. Ad agosto il grido di aiuto della donna era arrivato alla Asl, voleva scegliere come e quando andarsene, da subito l’azienda ha attivato un supporto clinico assistenziale, ha preso il via l’iter per la nomina della commissione di valutazione che si è insediata ieri, nell’arco della settimana ci sarà un primo incontro con lei, tramite la collaborazione col medico di famiglia, ed entro 30 giorni dovrebbe concludersi la procedura di valutazione per il suicidio assistito. Così l’Azienda sanitaria centro si prepara ad affrontare la richiesta di fine vita per una donna di 50 anni, afflitta da una forma aggressiva di leucemia e ricoverata a Firenze. La procedura segue quanto stabilito dalla sentenza n. 242/2019 della Corte Costituzionale, la commissione al momento dell’insediamento ha definito le modalità di lavoro e richiesto ulteriori chiarimenti per valutare quello che è a tutti gli effetti il primo caso di questo tipo da affrontare per l’azienda. Un percorso che può essere attivato anche in casi come quello della donna, già alcuni mesi fa una paziente oncologica veneta di 78 anni è morta nella sua abitazione dopo essersi auto somministrata il farmaco letale attraverso la strumentazione fornita dall’azienda sanitaria locale. Due sono le fasi in cui sarà articolato il lavoro della commissione, composta dai dottori Andrea Messeri specializzato in cure palliative, lo psichiatra Riccardo Pietro Dalle Luche, lo psicologo Alessandro Toccafondi, l’anestesista Guglielmo Consales, un medico specializzato nella patologia del richiedente e il medico legale Donato Genzano.

Durante la fase istruttoria, dopo la richiesta avanzata dall’interessato o da un suo delegato, si procede con la raccolta della richiesta del malato, della documentazione a supporto e di tutta quella che potrà essere utile alla verifica dei requisiti. La commissione a quel punto si confronta con l’interessato, garantendo la descrizione di tutte le possibili alternative, illustrando il percorso di cure palliative, compreso il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua o ad un’ adeguata terapia del dolore e al sostegno psicologico. Nella seconda fase la commissione avvia dei colloqui, oltre che con l’interessato, anche con i componenti del nucleo familiare e i conviventi.

A questo punto valuta la legittimità della richiesta di suicidio medicalmente assistito alla luce dei requisiti indicati nella sentenza della Consulta. I requisiti richiesti sono: una patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche che la persona reputa intollerabili, trattamenti di sostegno vitale (intesi come trattamenti di sostegno artificiale che mantengano in vita il paziente) e consenso libero e consapevole, la volontà del paziente deve manifestarsi in modo chiaro, esplicito e univoco, compatibilmente con quanto è consentito dalle sue condizioni. La commissione deve accertare che il paziente sia capace di autodeterminarsi, di prendere decisioni libere, autonome, ponderate e non influenzate da condizioni di vulnerabilità, sociali o economiche, o da cause transitorie affrontabili con altri mezzi, oltre a essere informato sulla propria condizione di salute, sulla prognosi e sulle conseguenze della scelta di ricorrere al suicidio medicalmente assistito.

La commissione di seguito redige una relazione che viene inviata al comitato etico, che deve esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante sulla decisione.
 

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