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Attacchi ad Israele: a Firenze sinagoga, consolato e una scuola: ecco gli obiettivi sensibili dove aumenta la vigilanza
Dopo gli attacchi a Israele vigilanza innalzata per gli edifici a rischio
FIRENZE. Massima allerta dopo gli attacchi subiti da Israele. Ieri mattina in questura si è tenuto un lungo tavolo tecnico per stabilire la distribuzione di uomini e mezzi, dopo la decisione, presa dopo una riunione in prefettura la sera di venerdì, di innalzare il livello di guardia per tutti gli obiettivi sensibili in città. La vigilanza è stata innalzata alla sede del consolato onorario di via della Spada, alla sinagoga di via Farini, e in una scuola privata, frequentata da numerosi studenti di origine ebraica.
La prima riunione sugli obiettivi israeliani sensibili si era tenuta d’urgenza nella tarda serata di venerdì a palazzo Medici Riccardi. Un incontro di coordinamento, presieduto dal prefetto di Firenze Francesca Ferrandino, a cui hanno preso parte tutte le forze di polizia, oltre ai rappresentanti cittadini della comunità ebraica cittadina, compreso il console onorario di Israele Marco Carrai. Il vertice, come spiegato dalla prefettura, è stato convocato «per decidere in merito all’innalzamento della vigilanza sugli obiettivi israeliani sensibili, a seguito degli attacchi da parte di Hamas ad Israele». Dopo la decisione si alzare il livello di guardia, ieri si è tenuto un secondo incontro operativo tra le forze dell’ordine, per definire con precisione i luoghi a rischio e stabilire come dispiegare le forze in campo. Sulla decisione di inserire tra i sorvegliati speciali anche una scuola, potrebbe aver influito anche quanto accaduto in Egitto, con gli attacchi ai turisti israeliani in cui hanno perso la vita due persone.
Sul conflitto è intervenuto ieri anche il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, che nella sua omelia ha parlato del nostro tempo come di «una vigna senza più riparo».
«Senza Dio, senza l’accoglienza del suo amore, questo è il destino nostro, comunità di fede, e il destino del mondo – ha affermato l’arcivescovo–. Ne sono segno tragico tutte le guerre che insanguinano la terra, le tante guerre dimenticate, quella che affligge da più di due anni l’Ucraina, fino a quella che si è accesa in Terra Santa, mossa da proditori ed esecrabili atti terroristici e che allontana ancora una volta la speranza di pace per Israele e un futuro di convivenza con il popolo palestinese, in un contesto rispettoso di tutte le religioni abramitiche. Accompagniamo con la preghiera le sofferenze e le vittime, sostenendo le ragioni della speranza».
Parole di ferma condanna erano arrivate ieri anche dal console onorario di Israele Marco Carrai: «La guerra terroristica iniziata dall’organizzazione Hamas nei confronti di Israele deve essere condannata senza se e senza ma da tutte le istituzioni. Mi aspetto unità su questo. In questo caso non si può giocare tra chi sia l’aggressore e l’aggredito. Tra chi sia un terrorista e chi difenda libertà e democrazia. Non si può ignorare che questo sia un atto di guerra terroristica. Anche le comunità religiose che in passato hanno talvolta colpevolmente vacillato nel prendere le distanze dai terroristi di Hamas dovrebbero condannare senza me e senza ma: nessuna esclusa. Questo è un atto di guerra aggravato da atti terroristici nelle città e nei villaggi israeliani. Israele è sotto le bombe».
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