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Scandicci, pestato per rubargli il cellulare: 52enne ridotto in fin di vita
Il rapinatore è stato rintracciato nella zona e arrestato dai carabinieri grazie alla pronta segnalazione dei testimoni
SCANDICCI. Massacrato di botte, ridotto in fin di vita per aver cercato di resistere a una rapina. La vittima è un cinquantaduenne, originario della Sri Lanka. L’uomo, residente a Scandicci, adesso lotta tra la vita la morte in un reparto di ospedale, dove è ricoverato in prognosi riservata. Il suo aggressore, un trentasettenne del Marocco, già noto alle forze dell’ordine, è stato bloccato poco dopo il fatto dai carabinieri. Si trova in stato di arresto, con le accuse di rapina e tentato omicidio.
Il fatto è avvenuto ieri mattina (sabato 7) intorno alle 6,30 a Scandicci, in via Pisana. Il cinquantaduenne, che si trova da molti anni in Italia e si guadagna da vivere facendo il collaboratore domestico, stava uscendo di casa per andare al lavoro. Si era appena chiuso la porta alle spalle. Come spesso capita, aveva il telefono in mano. L’aveva appena estratto dalla tasca dei pantaloni, forse per guardare l’ora, per assicurarsi di non essere in ritardo. È stato a questo punto che lui l’ha visto. Il trentasettenne gli si è avventato addosso, puntando dritto al suo smartphone. Ma la rapina non si è rivelata semplice. La vittima, d’istinto, ha avuto la malaugurata idea di resistere al malvivente. Tra i due è nata una colluttazione, nella quale ha avuto la peggio. La scena è stata vista da alcuni passanti. Testimoni del pestaggio, che hanno subito dato l’allarme ai carabinieri. E proprio grazie ai loro racconti i militari della Compagnia di Scandicci, guidati dal capitano Riccardo Cuneo, hanno ricostruito l’esatta dinamica dei fatti, compresi aspetti indispensabili per formulare l’accusa di tentato omicidio a carico del trentasettenne nordafricano.
La resistenza opposta dal cingalese infatti avrebbe scatenato la sua rabbia. Una rabbia incontrollata che lo avrebbe indotto a infierire con calci e pugni contro il malcapitato, con una furia cieca che non si sarebbe fermata neppure dopo che era riuscito a strappargli il cellulare. Avrebbe continuato a colpire il cinquantaduenne, alla testa e al torace, anche quando ormai era a terra inerme. Poi si è dato alla fuga, ma i carabinieri lo hanno rintracciato in meno di venti minuti.
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