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Firenze, un altro passo in avanti per il restyling del Franchi: c’è il progetto esecutivo

di Francesca Bandinelli

	Uno dei rendering dell’interno dello stadio ristrutturato e con la copertura attorno a tutti i settori
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Uno dei rendering dell’interno dello stadio ristrutturato e con la copertura attorno a tutti i settori

Ora gli incontri per arrivare alla gara di affidamento lavori

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FIRENZE. Il progetto esecutivo per il restyling dello stadio Artemio Franchi di Firenze è stato presentato nei tempi previsti, entro il 30 settembre, come stabilito dall’ultimo cronoprogramma stilato da Palazzo Vecchio. Nessun rallentamento, la velocità di crociera è quella prevista. Arup, il vincitore del concorso internazionale di idee bandito dal Comune per la ristrutturazione dell’impianto sportivo cittadino, ha fatto un altro passo in avanti, mettendo insieme la documentazione necessaria per passare alla fase successiva. Adesso, come fatto sapere dall’amministrazione, si partirà subito con i primi incontri tecnici per la verifica degli incartamenti con la partecipazione di progettisti, comune e società di verifica Rina.

I dettagli saranno illustrati solo dopo il completamento dei passaggi formali che porteranno alla gara di affidamento dei lavori, prevista al massimo entro il mese di ottobre e comunque entro l’anno. Insomma, è tutto pronto per passare dalle parole ai fatti.

Il primo step sarà quello dei lavori propedeutici per preparare il terreno al restyling vero e proprio dello stadio: si comincerà da gennaio, come prevede la concessione firmata tra il Comune e la Fiorentina e si inizierà dalla Curva Ferrovia, che col nuovo anno sarà interdetta all’ingresso dei tifosi. A questo passaggio saranno destinati oltre 700mila euro a cui poi si andranno a sommare i restanti milioni per arrivare ai (circa) 130 totali messi a disposizione dal piano nazionale per gli investimenti complementari.

Nel frattempo, l’auspicio è che si possa definire l’altra partita, quella dei 55 milioni (diventati circa 72 in virtù dei rincari) definanziati da Bruxelles per cui si aspetta la risposta di Roma, anche alla luce della lettera scritta dal sindaco Dario Nardella ai ministri Raffaele Fitto, Giancarlo Giorgetti e Matteo Piantedosi. Si è chiesto di trovare una soluzione anche per Firenze, dopo quella individuata per Venezia: è il governo, ora, a dover rispondere. Come spiegato, si procederà per lotti: la prima parte di lavori sarà in grado di garantire un impianto funzionale, a cominciare dalla copertura ritenuta da sempre elemento fondamentale di rinnovamento, con curve e servizi all’altezza.

Al momento, resterebbe fuori il mega impianto fotovoltaico, il parcheggio interrato, gli spazi commerciali e gli spazi da allestire dietro le curve, quelli in cui sarebbe dovuto sorgere un auditorium e una sala convegni. Quel che è certo è che i lavori dovranno finire comunque entro il 2026.

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