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Tav a Firenze, la fresa torna a scavare. E alla Fortezza si inietta cemento

di Valentina Tisi
Tav a Firenze, la fresa torna a scavare. E alla Fortezza si inietta cemento

La prossima settimana la talpa sarà rimessa in moto per fare il mega tunnel. I cantieri per le opere di consolidamento dei palazzi a rischio sono comparsi anche nella zona di Belfiore. I residenti: «Siamo preoccupati all’idea che quel bestione buchi sotto le nostre case ma nessuno ci dice niente»

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FIRENZE. Una cura a base di iniezioni di cemento alle fondamenta della Fortezza da Basso. Lavori di rinforzo anche ad alcuni edifici sul tracciato della talpa. Ma soprattutto la novitgà riguarda proprio lei, la grande fresa meccanica. Iris, dopo aver compiuto dieci metri di scavo dal suo scivolo di via Campo d’Arrigo a luglio, dalla prossima tornerà a grattare il sottosuolo di Firenze per scavare il mega tunnel da circa 6,4 chilometri che attraverserà la città nel sottosuolo da Campo di Marte a Castello. Lo assicura Rfi, confermando anche che sono in corso lavori di consolidamento di edifici “a rischio” crepe sul percorso della grande scavatrice.

Sono già partiti i lavori di consolidamento degli edifici per la realizzazione del passante e della stazione dell’Alta Velocità in largo Vincenzo Giudice. È chiusa da ieri l’area di parcheggio che si trova tra viale Strozzi e via Valfonda, proprio nei pressi della Fortezza, e ci resterà fino a metà settembre 2025. Un nuovo step degli interventi che interesseranno case e palazzi che sorgono sopra al percorso scavato dalla maxi talpa Iris per metterli in sicurezza.

E tra le strutture interessate dai cantieri di potenziamento statico, sicuramente il più importante dal punto di vista storico è proprio il grande maniero; per questo il monumento fiorentino sarà interessato dai lavori propedeutici allo scavo, proprio con lo scopo di scongiurare eventuali danni che potrebbe subire a causa delle vibrazioni provocate dal passaggio sotterraneo della fresa gigante che scaverà i due tunnel gemelli a 20 metri di profondità. Ma sono comparsi in questi giorni anche i cartelli che annunciano l’avvio dei lavori di consolidamento nella zona di viale Belfiore.

In via delle Ghiacciaie il tratto tra via Cittadella e via Iacopo Peri sarà chiuso per eseguire l’intervento e sono previsti divieti di sosta, oltre che in questa strada, anche in via Cittadella, in via Iacopo Peri e in alcuni tratti di viale Fratelli Rosselli. Il provvedimento sarà in vigore fino alla fine settembre 2024. Intanto durante l’estate hanno già preso il via i cantieri di consolidamento in via Cittadella e gli operai sono tuttora al lavoro. Nella zona, dove i turisti scesi dalla tramvia alla fermata Belfiore camminano armati di trolley verso ostelli e affittacamere, che nell’area non mancano, i residenti rimasti nel quartiere guardano con un po’ di timore all’avvio dell’intervento e soprattutto al passaggio di Iris sotto le loro case.

«Sicuramente non dormo più tranquillamente come prima – dice Nicola Natalizio, osservando il cantiere di via Cittadella in attesa che gli operai arrivino anche in via delle Ghiacciaie – In questo periodo sono venute a casa delle persone, mi sembra tre volte, per fare fotografie che dovrebbero servire in caso di eventuali danni. Per il resto però sappiamo poco: quali sono le alternative, cosa dobbiamo fare se effettivamente ci fossero dei danni. Ma mancano anche informazioni più banali che riguardano la quotidianità, come affrontare il disagio per i parcheggi che non si potranno più usare durante i lavori. Si parla di un anno».

Un timore che traspare anche dalle parole di un’altra residente della zona: «Inutile negarlo, la preoccupazione c’è. Parliamo di alta velocità e fa un certo effetto pensare che ci sia una fresa enorme che scava sotto le nostre case». Preoccupazioni che, come dice Lorenzo Materassi, sono state alimentate anche dal poco coinvolgimento della comunità: «È mancata la giusta considerazione del cittadino, ricordo che ai tempi della realizzazione della tramvia c’era stata più partecipazione, questa volta invece no».

Insomma l’arrivo di Iris, nonostante gli interventi di consolidamento degli edifici già programmati per mettere al sicuro le case, crea una certa agitazione in zona Belfiore. Già, Iris, ma che fine ha fatto? La maxi talpa da 1.500 tonnellate e con un diametro di scavo di 9,4 metri è entrata in funzione a fine luglio, ha scavato un primo tratto necessario a creare lo spazio per il montaggio degli ultimi pezzi del convoglio per poi fermarsi. La ripresa del suo cammino era in programma per inizio settembre con un ritmo di circa 10 metri al giorno, sette giorni su sette, senza più soste.

Invece per ora è ancora lì, nel suo scivolo di Campo d’Arrigo dove s’è rifermata dopo aver percorso dieci metri dopo la prima messa in funzione. Ma Rifi, contattata dal Tirreno, assicura: «Proseguono come da programma le attività della fresa Iris, che ha già scavato i primi 10 metri. Al momento sono in corso le attività per il montaggio del quinto carro nella parte finale della fresa con i relativi allestimenti e settaggi. Lo scavo del passante riprenderà nel corso della prossima settimana, in linea con il crono-programma. In parallelo stanno proseguendo le attività di scavo al cantiere di Belfiore per la realizzazione della stazione Foster».Insomma, Iris è al massimo in ritardo di qualche giorno. E presto riprenderà il suo cammino sottoterra.
 

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