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Fiesole, la sindaca non ha soluzioni: 48 bimbi restano senza nido

Elena Andreini
Fiesole, la sindaca non ha soluzioni: 48 bimbi restano senza nido

Nulla di fatto dalla riunione con i genitori. Prospettate tre ipotesi in cui trasferire gli alunni di Borgunto, ma sembrano tutte impercorribili (o quasi)

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FIESOLE Nulla di fatto. Non esiste alcuna soluzione per i 48 bambini del nido di Borgunto che non possono rientrare nella struttura. Le famiglie dovranno arrangiarsi, organizzarsi: è quanto emerso ieri pomeriggio dopo una riunione online di quasi due ore, decisa dalla sindaca Anna Ravoni, con le famiglie dei piccoli senza più nido. Nel corso della riunione sono state presentate dalla sindaco Anna Ravoni tre strutture, ciascuna però con poche possibilità di concretizzarsi. «Ci sono due o tre soluzioni ancora in corso di definizione - spiega la sindaca Ravoni - in questa settimana vorrei verificare le strutture con i proprietari e arrivare con una soluzione lunedì prossimo». Sono tre gli immobili presi in considerazione dal Comune: la Casa di San Giuseppe in via dei Poeti a Fiesole, il cui limite è dato dalla possibilità di ospitare non più di 30 bambini e ne resterebbero fuori 18, la seconda ipotesi vagliata, ma anche questa per ora scartata è un fondo commerciale alle Caldine in piazza dei Mezzadri di proprietà di un istituto di credito che non sarebbe disponibile ad affittare il locale.

Un lume di speranza potrebbe esserci nella terza ipotesi: i locali della parrocchia alle Caldine, un fondo in piazza dei Mezzadri accanto a quello della banca. Ma senza l’ok dell’istituto di credito da solo non basterebbe ad ospitare i piccoli. Poi c’è la struttura in cui di solito vengono ospitati i centri estivi, ma per accogliere i bambini del nido servirebbe un intervento di risistemazione che porterebbe via qualche mese. Si parla dunque di ipotesi, per adesso, non di soluzioni concrete. 

Per le famiglie quella di ieri è stata una riunione fumosa, senza certezze che ha gettato ancora di più nello sconforto i genitori che dovranno da soli trovare una soluzione. «Non è stata ancora individuata né una struttura temporanea né una struttura definitiva - racconta amareggiato l’avvocato Edoardo Papini - non sappiamo nemmeno entro quanto tempo potremo avere la struttura se tra un mese o di più. È stato tutto generico. Non abbiamo una struttura, non ci è stato indicato nulla di concreto. In assenza di una struttura temporanea viene data la possibilità dal Comune di riaprire le domande sui nidi privati e pubblici che hanno disponibilità sui comuni limitrofi». Difficile però trovare posto per tutti i bambini. E poi resta sempre il problema dei rimborsi per le famiglie che non potendo usufruire del nido e della retta "nidi gratis" perché non c’è la struttura nido.

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